A breve entrerà in funzione una nuova centrale a biogas in via Vecchia, a poche decine di metri da un impianto preesistente gestito da un'azienda agricola locale. Il nuovo progetto infatti è già stato collaudato e allacciato e brucerebbe i derivati di mais e cereali da utilizzare poi per la produzione di energia elettrica, ceduta interamente alla rete Enel. La centrale sarà gestita da Polverara Biogas, una società non agricola che recentemente ha subito avvicendamenti nella compagine societaria, modifiche alla ragione sociale e il trasferimento di sede in provincia di Venezia.
Ma come se non bastasse, nella stessa zona verrà anche costruita una centrale a biomasse vegetali. Il progetto è di Verdenergia, società controllata dal Comune di Polverara, e consiste nella realizzazione di un impianto di cogenerazione, di potenza poco inferiore al megawatt, che produrrà energia elettrica e calore dalla combustione di cippato, scarti della lavorazione del legno, potature di vigne e alberi da frutto, paglia di grano e altri residui di origine vegetale. La centrale brucerà 48 tonnellate di biomassa al giorno e sarà affiancata da un magazzino di stoccaggio da 480 tonnellate, in modo da garantire un'autonomia all'impianto di almeno una settimana. A fornire la materia prima sarà una ditta di Piove di Sacco e il progetto prevede la circolazione su via Vecchia di circa 3 camion al giorno.
Il calore prodotto dalle due centrali a biogas e biomassa verrà convogliato in una rete di teleriscaldamento, costruita dal Comune di Polverara utilizzando un contributo europeo di circa 900 mila euro e servirà a riscaldare edifici pubblici ed abitazioni.
Certamente non mancano i dubbi e gli interrogativi, palesati più volte in consiglio comunale e nelle osservazioni al PAT da parte del nostro gruppo, sulla necessità di tali progetti nel nostro comune, in particolar modo sulla scelta da parte dell'amministrazione pubblica di realizzare una rete di teleriscaldamento in una zona periferica del paese, dove non sorgono molte abitazioni e non sono presenti edifici pubblici, e sulla conseguente decisione di richiedere ed impegnare denaro pubblico in un servizio i cui vantaggi non sono ancora chiari (vedasi i problemi relativi al teleriscaldamento già funzionante per le abitazioni ed edifici pubblici in centro paese). Come sarà organizzata poi la gestione di tale teleriscaldamento? Se le centrali non dovessero funzionare a cosa sarebbe servito investire una somma economica così cospicua? Si tratta di un servizio necessario e richiesto dai cittadini così da giustificare un impegno economico pubblico talmente oneroso? Quali sono i vantaggi per i polveraresi? Perplessità emergono poi anche sulla sostenibilità di queste centrali in termini di emissioni, traffico di grossi camion, forte impatto sul paesaggio: basti pensare che i soli lavori in corso per il collaudo e l'allacciamento della centrale a biogas hanno già danneggiato gravemente il manto stradale di Via Vecchia che, in quanto stradina di campagna, non si presta certamente a poter ricevere un grande passaggio di veicoli pesanti.
Preoccupazioni e resistenze cominciano a palesarsi anche tra i cittadini che, in una petizione accompagnata da oltre un centinaio di firme, denunciano che la pianificazione dell'impianto di cogenerazione non è stata condivisa con i residenti e chiedono al Sindaco un incontro pubblico in cui venga fatta chiarezza sui lavori in corso e soprattutto sul piano complessivo delle opere che interessano la zona.
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