mercoledì 26 giugno 2013

Insegnanti in fuga dalla scuola dell’infanzia

Sullo stesso argomento del post precedente anche l'articolo de "Il Mattino di Padova" di ieri:

Da settembre classi miste, nuove aule e un rinnovato corpo docenti. Ma alle famiglie non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. È questa la miccia che ha acceso la protesta dei genitori alla scuola statale dell’infanzia “Ai Gloriosi Caduti”. La prima novità riguarderà le insegnati: ben sette su otto (praticamente l’intero corpo docente) hanno ottenuto il trasferimento in un altro plesso scolastico. «Non sappiamo i motivi di una scelta di massa così drastica», dicono le rappresentanti di classe e del consiglio di istituto, «di certo è un fatto grave, che denota l’esistenza di problematiche interne e del quale i genitori dovevano essere informati». Non solo i bimbi al rientro in aula troveranno nuovi insegnanti: ma anche i compagni potrebbero non essere più gli stessi. Perché con l’istituzione di una nuova sezione (i lavori sono in programma in estate) si renderà necessario rivedere anche la composizione delle classi. Se da un lato quindi la nuova aula permetterà di accogliere tutte le richieste dei nati nel 2010 (circa 50), dall’altra andrà a ridurre i già carenti spazi comuni della struttura. Quelli della mensa, per esempio, che costringerà i bambini a pranzare in due turni, ma anche quelli della palestra (utilizzata come dormitorio), che comporterà una selezione tra chi potrà fermarsi a dormire a scuola e chi invece dovrà rincasare alle 13. L’intenzione è quella di fare della quinta sezione (che può contare su di un solo insegnate) la classe del “tempo corto”. «Ma con quale criterio», chiedono le mamme, «gli alunni già appartenenti ad una classe verranno convogliati nella quinta sezione? E con quale sistema verrà deciso chi si fermerà fino alle 16 e chi no?». «La preside», dicono, «non vede grossi problemi e, nonostante sia stata invitata al confronto, non si è resa ancora disponibile a causa di impegni scolastici o perché vuole temporeggiare. Vogliamo chiarimenti sulla riorganizzazione logistica e didattica della scuola, sulla sicurezza dell’edificio, sullo svolgimento delle attività e la certezza che il servizio ci sarà per tutti». (Martina Maniero)

Scuola dell'Infanzia: genitori preoccupati

Ricevo e pubblico questo comunicato dei genitori della Scuola dell'Infanzia "Ai Gloriosi caduti" di Polverara.

Sta per volgere a termine l’anno scolastico anche per le Scuole dell’Infanzia, alcune novità accompagnano però la chiusura della scuola statale di Polverara: 7 insegnanti su 8 hanno chiesto e ottenuto il trasferimento. Non conosciamo realmente i motivi che le hanno spinte ad una scelta così definitiva e soprattutto di massa, certo è che un numero così importante è degno di essere comunicato a noi genitori, che non siamo ancora stati avvisati formalmente che a settembre 2013 i nostri figli si ritroveranno in classe dei nuovi docenti.

L’insegnante della Scuola dell’Infanzia rappresenta un importante punto di riferimento educativo per i bambini di quest’età, che avrebbero bisogno di relazioni stabili e sicure e quindi di quella continuità didattica che ora a Polverara viene meno.

Inoltre non siamo ancora stati informati sull’ufficialità dell’apertura di una 5 sez (ora ce ne sono 4), che darà sì la possibilità di accogliere quei bambini che sono in lista d’attesa ma che, purtroppo, andrà a stravolgere la situazione già così particolare in cui gli alunni si trovano.

La scuola di Polverara infatti ha attualmente un centinaio di iscritti suddivisi in 4 sez eterogenee, ma, nonostante il numero, mancano al suo interno spazi per il gioco comune e i laboratori. La mensa è piccola e rumorosa e la palestrina, nata per le attività motorie e per altre attività didattiche, è adibita nel pomeriggio a dormitorio.

Ora, alla luce di queste premesse, l’apertura di nuova sezione senza un complessivo adeguamento della scuola risulta a nostro avviso piuttosto problematica, visto che poi dal Ministero della Pubblica Istruzione è stata concessa la presenza di una sola insegnante che coprirà solo le 5 ore antimeridiane.

E’ stato comunicato ai genitori dei nuovi iscritti, i nati nel 2010, e non ai già frequentanti, che questa classe accoglierà i bambini che escono alle 13.00, cioè alla prima uscita, e che verranno nuovamente (come per l’apertura della 4 sezione due anni fa) rimescolate le classi, perchè accedano alla nuova sezione anche gli alunni medi e grandi delle altre. Ai nuovi iscritti è stato chiesto di specificare se il proprio figlio dormirà o meno a scuola perché, siccome il dormitorio può accogliere solo 46 bambini e numericamente le richieste saranno maggiori, visto che dormono sia piccoli che medi, verranno formulati dei criteri per scegliere chi rimane e chi no fino alle 16.00!!!

La preside non vede in tutto questo grossi problemi e, nonostante sia stata invitata due volte ad un incontro straordinario con le famiglie (tramite lettera e poi via mail), non si è resa ancora disponibile ad un confronto aperto a causa di impegni scolastici o perché vuole temporeggiare. Non ha dato comunque alcuna risposta ufficiale alle nostre richieste di incontro e confronto.

Noi genitori chiediamo chiarimenti, risposte sulla riorganizzazione logistica e didattica della scuola, sull’effettiva sicurezza dell’edificio, su come saranno svolte le attività quotidiane (didattiche e di routines), sulla certezza che il servizio scolastico ci sarà per tutti, indipendentemente poi dalle scelte ed esigenze personali delle singole famiglie.

Esigiamo poi l’attenzione delle istituzioni e il rispetto dovuto a noi famiglie, ma soprattutto ai nostri figli, diretti fruitori del servizio.

Nel POF dell’istituto si parla tanto di offerta formativa e collaborazione scuola-famiglia, ma concretamente non si stanno tenendo in considerazione le nostre richieste, su cui dovrebbe essere basata questa offerta, e la tenera età degli alunni che frequentano la scuola.

I genitori della Scuola dell’Infanzia di Polverara

lunedì 24 giugno 2013

Biogas: vantaggi o disagi?

Ricevo e pubblico questa lettera mandatami da un cittadino di Polverara e che riguarda la centrale a Biogas di via Vecchia, o meglio i disagi collegati ad essa e ricaduti sui residenti. Ciò che è scritto mi è stato confermato da uguali testimonianze di chi abita nella zona.

Buongiorno,
abito nella zona del Biodigestore di Via Vecchia. Sono andato già più volte in Comune dal sindaco, per esporre il problema della puzza irrespirabile, che certe sere ci soffoca, e a far rilevare che quando il caldo si farà sentire il puzzo sarà ancora più forte a seconda del giro del vento.
Tutto il giorno e la notte c' è una ruspa che ogni ora e mezza circa va avanti e indietro per caricare e scaricare questo materiale nel cassone. Mi sono lamentato per il rumore assordante che si sente durante la notte, poiché effettuando la retromarcia va in funzione un allarme della ruspa che disturba la quiete pubblica.
Ci sono inoltre anche i motori per far funzionare tutto il sistema del Biogas che fanno rumore .
Quindi con l'avanzare del caldo, se va avanti così, non si potrà tenere aperta una finestra, per gli odori nocivi e per i rumori che durante la notte si sentono ancora di più.
Sono mesi che continuano a passare per Via Argine Sinistro camion e trattori con rimorchi di letame solido e liquido, passano anche di notte se serve (quindi odori di trasporto e odori dal Biogas), ho chiesto al sindaco più volte di andare in sopralluogo e sentire gli odori stessi, mi ha risposto che è odore di letame.
A mio parere invece è un odore diverso dal letame di vacca, è un qualcosa che ti soffoca.
Sarebbe corretto poter sapere cosa portano dentro e non è neanche giusto che i residenti tra via Argine Sinistro, via Convento, via Vecchia, via Trieste (l'odore arriva anche dall'altra parte del canale che è sotto Casalserugo) debbano sorbirsi odori nocivi, rumori e passaggi continui di camion e trattori di letame, per dare benefici al Comune e al centro con questa energia alternativa.
Un'altra mia vicina in questi giorni ha telefonato in Comune e parlato con il Vigile per gli odori soffocanti.

Spero tanto si possa far qualcosa e trovare una soluzione a tanti disagi.
Un cittadino di Polverara

mercoledì 19 giugno 2013

Il nuovo centro ricreativo di Polverara tra feste in maschera, party e polemiche

Da "Il Mattino di Padova" del 16 giugno 2013:

Feste in maschera e party al nuovo centro ricreativo di viale dello Sport di Polverara. L’ultimo evento è stato una maratona techno nel giorno della Festa della Liberazione. Tutto questo, però, non piace alla minoranza consiliare, che di “culturale” in questi appuntamenti ci vede poco o nulla.
La questione è emersa in consiglio comunale, con un’interrogazione congiunta dell’opposizione che denuncia «un uso improprio della struttura per manifestazioni che esulano dalle normali attività svolte dalle associazioni del Comune».
«Le lamentele hanno riguardato un caso isolato», minimizza il sindaco Sabrina Rampin, «e i residenti hanno prontamente ricevuto le scuse dell’amministrazione. Non accogliamo indistintamente tutte le richieste allo scopo di fare cassa». (ma.m.)

Così funziona la politica...

Per dovere di cronaca riporto questo articolo da "Il Mattino di Padova" del 9 giugno 2013:

Il corvo chiede scusa e Stefan ritira la querela
SAONARA. Pace fatta tra Walter Stefan e Olindo Bertipaglia: firmato venerdì nella caserma dei carabinieri di Legnaro, davanti al comandante Giovanni Soldano, un accordo che mette la parola “fine” alla vicenda del “corvo” di Saonara, iniziata lo scorso gennaio con una mail diffamatoria contro il sindaco, firmata con un nome di fantasia e diffusa a decine di saonaresi. Le indagini vennero condotte dai carabinieri di Legnaro e nei guai finì Olindo Bertipaglia, ex sindaco di Polverara e consigliere di opposizione a Saonara, che fu denunciato per diffamazione.
Ora la svolta: Bertipaglia ha firmato un accordo nel quale chiede scusa al sindaco e all’amministrazione e si impegna a versare al Comune di Saonara 1.274,13 euro per le spese legali e altri duemila per aiutare le famiglie in difficoltà seguite dai Servizi sociali. Il sindaco da parte sua si è impegnato a ritirare la querela per diffamazione. «Ringrazio il sindaco Walter Stefan per aver generosamente accettato di non proseguire la causa di diffamazione nei miei confronti», scrive nell’accordo Bertipaglia. «La mail inviata a diverse persone, contenente gratuite frasi diffamatorie nei confronti del sindaco e dell’amministrazione comunale di Saonara, non corrisponde in nessun modo alla verità... Chiedo scusa ai diretti interessati ed alla cittadinanza tutta per le conseguenze derivanti dalla negativa azione». «Sono felice che venga posta la parola fine a una vicenda che mi ha profondamente ferito sul piano umano e politico», commenta Stefan. «Ringrazio il comandante Soldano e i carabinieri di Legnaro per il loro impegno. Mi auguro che d’ora in poi si possa lavorare tranquilli, senza la cappa di calunnie e sospetti che troppo spesso avvelenano la vita pubblica saonarese». (Patrizia Rossetti)

Mattia Bozzolan è diventato sacerdote

Mattia Bozzolan è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, il 9 giugno scorso.
Nato il 10 ottobre 1987, Mattia è originario della parrocchia di San Fidenzio di Polverara. Secondo di tre fratelli, ha frequentato il liceo scientifico tecnologico “Einstein-Cardano” di Piove di Sacco e dopo la maturità, nel 2006, è entrato a Casa Sant'Andrea e poi in seminario Maggiore. Durante la formazione ha prestato servizio nelle comunità di Pontelongo e di Torreglia e nella casa di detenzione circondariale di Padova. Quest'anno ha svolto il proprio ministero diaconale nella comunità di Torreglia e nel gruppo vocazionale diocesano.
La sua ordinazione non può che essere motivo di orgoglio per tutta la parrocchia di Polverara.

Inaugurato il capitello voluto per lo scampato pericolo

Da "Il Mattino di Padova" del 27 maggio 2013:

È stato inaugurato ieri mattina il capitello di via Don Bosco che custodisce la statua della Madonna di Lourdes, benedetta da Papa Benedetto XVI nel giugno del 2008 quando l’amministrazione comunale e un centinaio di cittadini polveraresi, in visita a Roma per donare al Pontefice la tipica gallina razza Polverara, vennero ricevuti all’udienza papale. «Quest’opera ha un significato particolare per la comunità» dice il sindaco Sabrina Rampin «il capitello infatti è stato voluto dalla comunità a seguito dei fatti successi durante la Fiera della gallina del 2007 quando una tromba d’aria, di primo mattino, si abbattè sullo stand fieristico, facendolo crollare». «I danni furono solo materiali» ricorda «ma se la tromba d’aria avesse colpito mezzora più tardi, incrociando il traffico dei pendolari, le conseguenze sarebbero state ben più serie. Scampato il pericolo quindi si è subito pensato di ringraziare la Madonna con questo ex voto». La statua in questi anni ha trovato una collocazione provvisoria nella sala del consiglio comunale. (Martina Maniero)

Biciclettata contro biogas e forno

da "Il Mattino di Padova" del 27 maggio 2013:

POLVERARA. Tutti in sella per dire no al biogas, al forno crematorio e alla proliferazione di impianti in aperta campagna ma anche alla cementificazione selvaggia e alla speculazione che cancella il territorio. Quasi un centinaio i partecipanti alla biciclettata di ieri mattina lungo le strade del biogas e gli argini fra Polverara e Bovolenta. Una sfilata pacifica e colorata con ragazzi, genitori con bambini, giovani coppie, mobilitati per chiedere uno stop alla concentrazione di impianti di biogas e altre iniziative come il discusso forno crematorio a Brusadure, la frazione di Bovolenta a due passi da Polverara. Prima tappa del serpentone sulle due ruote il nuovo impianto di biogas in via Vecchia, entrato in funzione da qualche mese fra polemiche e proteste. Al suo fianco doveva sorgere una centrale a biomasse, su cui il Comune di recente ha fatto una parziale marcia indietro. «Via Vecchia è un colabrodo, lo abbiamo visto passandoci in bici» spiegano i manifestanti «piena di buche e molto pericolosa. L’azienda che ha costruito l’impianto si è impegnata a riasfaltare la strada, stiamo aspettando. Da valutare poi l’impatto dei mezzi pesanti che ogni giorno raggiungeranno l’impianto».
Non manca chi si lamenta per le folate di odori più volte avvertite in buona parte del paese. La biciclettata è poi proseguita lungo l’argine per concludersi a Polverara. Per una questione di autorizzazioni non è stato raggiunto il cimitero di Brusadure, dove è prevista la costruzione di un doppio forno crematorio. Un progetto su cui l’amministrazione di Bovolenta non intende fare marcia indietro nonostante la ferma opposizione dei residenti. (Nicola Stievano)

Si è spento don Luciano, parroco di Legnaro

Una grande perdita anche per tutta la comunità di Polverara, per la quale don Luciano rimarrà sempre nel cuore. Riporto da "Il Mattino di Padova" del 31 maggio 2013:

LEGNARO La bandiera del Comune è abbassata a mezz’asta. L’intera comunità piange la morte di don Luciano Forte. Il sacerdote, 73 anni, malato da tempo, si è spento mercoledì sera nella casa dei sacerdoti all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio di Rubano. Don Luciano era nato a Camporovere di Roana (Vicenza) il 30 settembre del 1939. Ordinato sacerdote nel 1970, è stato cappellano prima a Mestrino dal ‘70 al ‘75 e in seguito a Piovene, nel Vicentino, fino al 1982. È stato quindi parroco a Cogollo del Cengio (Vicenza) dove ha contribuito alla nascita di un gruppo missionario e poi a Polverara dal ‘92 al ‘99. Poco prima del 2000 è stato trasferito a Legnaro nella parrocchia di San Biagio. Qui, nel giugno del 2010, aveva festeggiato il quarantesimo anniversario di ordinazione presbiteriale. Don Luciano era ammalato da tempo, aveva subito anche un paio di interventi chirurgici, ma ha sempre affrontato con coraggio la malattia. Anche in ospedale, era lui a consolare gli altri ricoverati. Finché le forze glielo hanno permesso, ha sempre lavorato in parrocchia, seguendo in prima persona le tante attività, fino a Pasqua. L’autunno scorso aveva anche perso la sorella Giannina, morta nel giro di poche settimane. Era un apprezzato confessore, chiamato a tenere esercizi spirituali in tutta la diocesi, ai gruppi di sacerdoti e soprattutto alle suore. Molto amato per il suo atteggiamento mite e umile, sempre disponibile, ha lasciato il segno nelle parrocchie dove è passato. Nei suoi quarant’anni di sacerdozio ha visitato e confortato migliaia di anziani, ha tenuto numerosi corsi per le coppie in vista del matrimonio. «Ho perso prima di tutto un amico»: così si esprime il vicesindaco Giovanni Bettini. «Abbiamo iniziato questo percorso insieme, quasi 15 anni fa, lui era appena stato nominato parroco a Legnaro, io sindaco. Era una persona squisita. Lascia un vuoto incolmabile nella comunità». «Sono arrivato a Legnaro da novello sacerdote. Mi ha insegnato ad essere prete partendo dalla preghiera e dall’ascolto» ricorda il vicario don Vittorio Pistore. Ieri le campane in paese hanno suonato a festa per salutare l’amato parroco. Anche la festa dei bambini dell’ultimo anno della scuola materna, prevista per oggi, è stata spostata a domenica. Stasera, alle 20 in parrocchia, verrà celebrato il rosario. I funerali si svolgono domani, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale. Il feretro verrà poi trasferito a Camporovere. (Martina Maniero)

Lutto a Polverara per la morte del farmacista Sergio Chinello

da "Il Mattino di Padova" del 24 maggio 2013:

Commozione per la scomparsa del farmacista Sergio Chinello morto a soli 55 anni dopo una breve ma inesorabile malattia, affrontata con coraggio e lucidità. Il professionista di Piove di Sacco lascia la moglie Caterina, con la quale aveva condiviso anche gran parte della sua brillante vita professionale, le due figlie Giulia e Sofia e gli anziani genitori Espedito e Edda. Originario di Polverara, Sergio dopo la laurea in farmacia e il matrimonio, trent’anni fa, ha lavorato ad Arre fino al 1991 per poi tornare alla farmacia “San Fidenzio” di Polverara, dove aveva iniziato da praticante e della quale in seguito è diventato titolare. Appena un anno e mezzo fa aveva inaugurato la nuova farmacia, più grande e funzionale, un progetto a lungo accarezzato e inseguito. La figlia Giulia, 27 anni, ne ha seguito le orme e da qualche anno, dopo la laurea in farmacia, lo ha affiancato sul lavoro. La minore, Sofia, 22 anni, è studentessa in giurisprudenza.
Attivo nel volontariato come capo scout dello storico gruppo “Piove 1”, condivideva con gli amici la passione per la moto e la musica jazz. Agli inizi di febbraio la scoperta della malattia. «Ha lottato fino all’ultimo con coraggio e dignità» racconta la moglie Caterina «non si è mai perso d’animo. Con l’apertura della farmacia ha coronato il sogno di una vita che aveva costruito con determinazione partendo dal nulla. Per tutta la vita ha sempre dato il massimo. È sempre stato legato a Polverara e alla sua gente». «Incoraggiava e supportava anche moralmente gli ammalati» aggiunge il sindaco Sabrina Rampin «sapeva consigliare e rassicurare con la sua disponibilità e umanità, lascia un grande vuoto». Domani alle 11 i funerali nella chiesa di Sant’Anna, quindi la sepoltura nel cimitero di Piove. I familiari chiedono offerte al Cuamm al posto dei fiori. (Nicola Stievano)