lunedì 28 marzo 2011

Nuova antenna telefonica installata dietro il cimitero

da "Il Gazzettino di Padova" di giovedì 24 Marzo 2011:

(Gl.C.) Una nuova antenna di telefonia mobile sarà installata in area comunale dietro il cimitero di Polverara. La concessione in locazione costerà 12 mila euro l'anno alla società richiedente, Ericsson telecomunicazioni. «L'antenna verrà posizionata dove ci sono anche le altre per non disperderle nel territorio e sarà della medesima altezza - riferisce il sindaco, Sabrina Rampin - Con i cittadini è stato fatto un incontro quando ci è stata proposta la prima antenna, e altri a seguire con dei tecnici che hanno illustrato l'impianto delle telecomunicazioni. Di fronte ad una iniziale perplessità, la maggior parte dei cittadini ha compreso che è un beneficio a favore della collettività. Di tutte le variazioni viene data comunicazione nelle assemblee pubbliche. Le antenne - precisa - vengono posizionate nell'area comunale anche perché i benefici economici ricadono su tutta la comunità. Come amministrazione, abbiamo l'onere del controllo e della pianificazione e siamo attenti che le antenne non vengano installate ovunque, magari a beneficio di una sola persona».

venerdì 25 marzo 2011

Stasera incontro Parrocchia e Comune

Si tiene stasera, alle 21.00 presso i locali della Parrocchia di Polverara, un incontro tra Parrocchia e Comune aperto a tutti i cittadini e parrocchiani. E' un'occasione per conoscere il volto nuovo del nostro paese nei progetti dell'amministrazione comunale e della Parrocchia.

Consiglio Comunale: 30 marzo 2011

Il prossimo consiglio comunale è convocato per mercoledì 30 marzo 2011, ore 20.30, in sessione ordinaria, seduta pubblica, presso la sala consiliare nella Casa delle Associazioni e in seconda convocazione per giovedì 31.3.2011.

Ecco l'elenco degli argomenti all'ordine del giorno:

1.IN APERTURA DI SEDUTA: RINGRAZIAMENTI
2.APPROVAZIONE VERBALI DELLE DELIBERAZIONI ASSUNTE NELLA PRECEDENTE SEDUTA CONSILIARE DEL 15.12.2010
3.COMUNICAZIONE DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 89 DEL 28.12.2010 RELATIVA AD UN PRELIEVO DAL FONDO DI RISERVA DEL BILANCIO 2010 - ART. 166 DEL D. LGS. 18.8.2000, N. 267.
4.DETERMINAZIONE ALIQUOTA DELL'IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI (I.C.I.) PER L'ANNO 2011.
5.DETERMINAZIONI IN MERITO ALL'ADDAZIONALE COMUNALE ALL'IRPEF PER L'ANNO 2011.
6.RETTIFICA DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 41 DEL 15.12.2010 AD OGGETTO: "APPROVAZIONE ATTO INTEGRATIVO GESTIONE PUBBLICO SERVIZIO DISTRIBUZIONE GAS NATURALE".
7.APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2011, RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA, BILANCIO PLURIENNALE E PROGRAMMA OPERE PUBBLICHE TRIENNIO 2011/2013.
8.PRESA D'ATTO E ACCETTAZIONE RECESSO UNILATERALE DALLA CONVENZIONE PER LA GESTIONE IN FORMA ASSOCIATA DEL SERVIZIO DI SEGRETERIA COMUNALE DEL COMUNE DI BOVOLENTA E APPROVAZIONE NUOVA CONVENZIONE TRA I COMUNI DI POLVERARA E MONTEGROTTO.
9.DISCIPLINA DEL FONDO PER LE OPERE DI URBANIZZAZIONE: PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER L'ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER LE OPERE DI CULTO (L.R. 44/87). TRIENNIO 2010/2012 - AGGIORNAMENTO ANNO 2011.
10.APPROVAZIONE PIANO URBANISTICO ATTUATIVO A.P.U. 9 - VIA T. ALBINONI.
11.ADOZIONE VARIANTE PARZIALE AL PRG VIGENTE AI SENSI DELL'ART. 50, COMMA 4, LETT. I), DELLA EX L.R. 61/1985 PER ASSUNZIONE NUOVA BASE CARTOGRAFICA.
12.INTEGRAZIONE DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 10 DEL 28.01.2010 RELATIVA ALL'INDIVIDUAZIONE DELLE FRAZIONI DI TERRITORIO COMUNALE NON METANIZZATE RICADENTI NELLA ZONA CLIMATICA "E".
13.CONVENZIONE CON LA PROVINCIA DI PADOVA PER LA FORNITURA DI SERVIZI INFORMATICI, AI SENSI DELL'ART. 30 DEL D. LGS. 267/2000.
14.COMUNICAZIONI.

lunedì 14 marzo 2011

Roncajette, il "ponte dei sospiri" rinviato di un altro anno

da "Il Gazzettino di Padova" di sabato 12 Marzo 2011:

(Gl.C.) Il nuovo ponte della Riviera sul canale Roncajette, a cavallo tra i comuni di Casalserugo e Polverara, è ancora nei progetti della Provincia, ma slitta al 2012. Inserito nella «seconda annualità» del piano triennale delle opere pubbliche provinciale 2011-2013, la sua realizzazione era prevista ancora nel 2010. Da allora la cifra preventivata per costruirlo è anche lievitata, da 3 milioni a 3 milioni e mezzo di euro. È prevista la ricostruzione da zero dell'attuale ponte, spostato di qualche metro più a nord rispetto alla posizione originaria. La portata dell'infrastruttura sarà adeguata alle dimensioni delle arterie di classe provinciale, con un allargamento della carreggiata fino a 7 metri e l'inserimento di una passerella ciclopedonale da 2 metri e mezzo. Anche la curva in territorio di Polverara sarà addolcita, rispetto all'attuale conformazione a «gomito». Un'opera attesa per mettere in sicurezza un tratto di viabilità importante, di collegamento tra le zone artigianali del Piovese con quelle del Conselvano.

Impianti di biogas, lo stop da 10 sindaci

da "Il Gazzettino di Padova" di lunedì 14 Marzo 2011:

Linee guida e una moratoria urgente per la Bassa Padovana al fine di regolamentare le concessioni di nuovi impianti ad energia rinnovabile, soprattutto quelli di biogas, che usufruiscono di incentivi statali. Lo chiedono i sindaci di Tribano, Anguillara Veneta, Bagnoli di Sopra, Bovolenta,Terrassa Padovana, Cartura, San Pietro Viminario, Pozzonovo, Stanghella, Boara Pisani, Villa Estense, Este, Sant'Urbano e Carceri che nei giorni scorsi hanno sottoscritto un documento da sottoporremo all'attenzione della Regione. La richiesta riguarda soprattutto gli impianti non ancora autorizzati e scollegati alla produzione diretta di liquami. Questo almeno fino alla definizione del nuovo piano energetico regionale. «Come Comune - scrivono i sindaci nel documento inoltrato in Regione - ci impegniamo ad adottare tutti i mezzi a disposizione al fine di ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera con lo scopo di tutelare la salute dei nostri concittadini, oltre che a fermare l'erosione di ulteriore terreno agricolo nel proprio territorio». I sindaci chiedono inoltre che gli insediamenti non sorgano in aree residenziali. L'area individuata deve prevedere una distanza minima di 500 metri da abitazioni o da insediamenti di varia tipologia. Questo criterio deve prevalere anche se l'area è distante da strade, linee elettriche, scoli e rete fognaria. Dovrà essere resa nota la tipologia di materia prima che alimenterà gli impianti, ognuno dei quali dovrà sorgere almeno a 10 chilometri di distanza. I Comuni chiedono inoltre di poter effettuare dei controlli diretti e imporre un piano di smaltimento delle strutture dell'impianto e disinquinamento del terreno a fine del ciclo produttivo. (Stefania Mastellaro)

Nessun lavoro suglio argini, rivolta dei sindaci

da "Il Mattino di Padova" del 12 marzo 2001:

Quattro mesi dopo l'alluvione nessun intervento serio è ancora stato avviato per il ripristino degli argini del Bacchiglione e del Roncajette, dove pure c'è stata la rotta. La precarietà regna sovrana. Lo denuncia una lettera al commissario regionale per l'emergenza Mariano Carraro firmata da 9 sindaci dei Comuni padovani dislocati lungo l'asta del Bacchiglione. Tra di essi Flavio Zanonato, sindaco di Padova. Gli altri sono Enrico Rinuncini di Ponte San Nicolò, Massimiliano Barison di Albignasego, Vittorio Meneghello di Bovolenta, Elisa Venturini di Casalserugo, Ivano Oregio Catelan di Legnaro, Nicola De Paoli di Maserà, Sabrina Rampin di Polverara, Fiorella Canova di Pontelongo. Per la cronaca solo due sono del centrosinistra, dunque nessun sospetto che si tratti di polemica artificiosa. Al contrario: la lettera porta la data del 10 febbraio e il fatto che sia rimasta finora tra la corrispondenza "coperta" degli uffici dimostra la volontà sia dei mittenti che dei destinatari di non alimentare polemiche. Peccato che dal 10 febbraio nulla sia di fatto cambiato. Non risultano risposte dal commissario Mariano Carraro o dal presidente Luca Zaia, le due persone cui l'intera gestione del dopo alluvione fa capo. «I sindaci - si legge nella lettera - hanno appreso con incredulità e preoccupazione che i fondi attualmente assegnati all'Unità di Progetto del Genio Civile di Padova sono del tutto insufficenti a consentire la realizzazione dei necessari e non rinviabili interventi di messa in sicurezza delle arginature del Roncajette-Bacchiglione. Al Genio Civile di Padova è stato attribuito un finanziamento di 15 milioni di euro, del tutto insufficente per coprire le necessità dell'intervento. Tra gli interventi finanziati non rientrano neppure il completamento del ripristino dell'argine destro del Roncajette a Ponte San Nicolò in corrispondenza della rotta del 2 novembre scorso, né il consolidamento ed il completo ripristino funzionale dell'adiacente chiavica del Maestro. La suddetta chiavica è attualmente interclusa dal palancolato infisso in attesa della sistemazione definitiva dell'argine, con impossibilità dello scarico a gravità delle acque ed in conseguente peggioramento delle condizioni di sicurezza idraulica del territorio tributario dello scolo Maestro (Comuni di Ponte San Nicolò, Albignasego e Padova) e delle aree (ricadenti nei Comuni di Bovolenta e Maserà) destinate a ricevere le acque in eccesso. Interventi di consolidamento degli argini sono necessari anche nel tratto dello scolo Maestro tra San Giacomo di Albignasego e Casalserugo». Quanto agli argini del Roncajette-Bacchiglione, la lettera informa che «il Genio Civile di Padova non può far altro che limitarsi al ripristino dei 6 tratti di arginature maggiormente danneggiate, mentre l'asta fluviale presenta in molti tratti preoccupanti erosioni e franamenti delle sponde. Sono bastati tre mesi per rendere evidente che rinviare gli interventi di ripristino è una scelta miope. Più si aspetta, maggiori saranno i costi e il rischio aumenta». Ma per quale motivo Carraro e Zaia, che pure hanno i soldi in cassa e il potere di spenderli, non intervengono? L'unica risposta in circolazione è disarmante: il commissario, smentendo il decreto di nomina del governo, preferisce la procedura normale di affidamento dei lavori, per la quale serve il parere di millanta uffici, inclusi ad esempio i beni archeologici. Passeranno ancora mesi. E dal 15 novembre nessuno ha più visto una ruspa sugli argini. (Renzo Mazzaro)

Via libera a due impianti a biomassa

da "Il Mattino di Padova" del 11 marzo 2001:

La giunta comunale ha approvato di recente il progetto per la realizzazione di due impianti di cogenerazione a biomassa alimentati a cippato di legno che, con l'ausilio di una rete di teleriscaldamento, andranno a produrre calore nei locali residenziali del territorio comunale. Il primo impianto, da 968 kWe, verrà installato nel capoluogo e sarà collegato alla centrale di teleriscaldamento esistente. Il secondo, della stessa portata, è stato pensato nella frazione di Isola dell'Abbà dove è prevista la realizzazione di una nuova rete di teleriscaldamento a servizio del piano particolareggiato della frazione e alle abitazioni esistenti. Il progetto, che non comporta spese a carico del comune, prevede uno sconto del 50 per cento sulla tariffa per i consumi di calore da riscaldamento e acqua sanitaria rispetto al prezzo del gas per gli immobili allacciati. Provvedimenti concreti, quelli auspicati dalla maggioranza, in grado di incidere sui consumi energetici senza, con questo, diminuire la qualità dei servizi. «Vogliamo continuare l'impegno iniziato per l'utilizzo delle energie rinnovabili come motivo di salvaguardia dell'ambiente - ha commentato il sindaco Sabrina Rampin - è necessario condividere e coinvolgere i cittadini ed è per questo che Polverara continua ormai da un decennio ad informare su quello che si vuol fare ma anche di quello che si è fatto, ricevendo un grande consenso al teleriscaldamento» (Martina Maniero)

In arrivo un altro impianto di biogas

da "Il Mattino di Polverara" del 18 febbraio 2011:

Il Comune ha già concesso un primo via libera all'impianto di biogas, di poco inferiore al megawatt di potenza, che dovrebbe sorgere su un terreno agricolo in fondo a via Vecchia. Siamo al confine con Bovolenta, la stessa strada dal lato opposto si chiama via Riviera e vi insiste un'importante azienda agricola, di proprietà della famiglia Bellucco, che sta già costruendo un impianto di biogas ad uso della propria attività. Ebbene, a pochi metri in linea d'aria, ma in territorio di Polverara, è previsto un nuovo biodigestore di dimensioni ragguardevoli che funzionerà principalmente con liquami trasportati da allevamenti zootecnici e sottoprodotti del mais. A proporlo è una società agricola di proprietà del medesimo «pool» di imprenditori che ha progettato altri due impianti «gemelli» a Conselve, uno nella frazione Beolo e l'altro in via Olmo. Un'iniziativa che ha sollevato un polverone di polemiche e che ora avrà la sua eco a Polverara, dove già girano voci allarmanti, che riferiscono di inceneritori per gli scarti delle concerie vicentine o discariche a cielo aperto. In realtà il progetto si riferisce a un impianto di biogas, che produrrà energia elettrica e calore dalla fermentazione del letame degli allevamenti e di insilato di mais, come ne stanno nascendo tanti, sulla spinta dei generosi incentivi pubblici. Oggetto di discussione sarà il fatto che l'impianto non è collegato ad allevamenti locali e l'impatto ambientale della struttura e dei mezzi di trasporto della «materia prima». Su questo gli imprenditori si dicono pronti a dimostrare, che il biodigestore non puzza e non inquina, perché realizzato rispettando le più severe norme. «E' un investimento notevole - afferma Giovanni Lippi, uno dei titolari della società - non siamo così sprovveduti da spendere milioni di euro senza la massima garanzia su ciò che andremo a costruire. Il traffico dei mezzi di trasporto è limitato, non più di cinque camion al giorno. Poi ricicliamo i liquami zootecnici, questi sì un problema per l'ambiente». Il sindaco di Polverara Sabrina Rampin sottolinea i vantaggi per i residenti: «L'azienda costruirà a proprie spese una rete di teleriscaldamento, una novità rispetto ad altri impianti». (Nicola Stievano)