venerdì 20 dicembre 2013

Nuovo ordine del giorno per il Consiglio Comunale del 21 dicembre

L'ordine del giorno del Consiglio comunale convocato in sessione Ordinaria, seduta Pubblica, per Sabato 21.12.2013 alle ore 12.30 presso la sala consiliare nella Casa delle Associazioni è stato integrato da ulteriori punti. Questa è la versione completa: 1. APPROVAZIONE VERBALI DELLE DELIBERAZIONI APPROVATE NELLA PRECEDENTE SEDUTA CONSILIARE DEL 28.9.2013. 2. RATIFICA DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 62 DEL 16.11.2013 AD OGGETTO "VARIAZIONE N. 3 AL BILANCIO DI PREVISIONE 2013". 3. APPROVAZIONE PROTOCOLLO D'INTESA TRA VENETO AGRICOLTURA E COMUNE DI POLVERARA PER LA COLLABORAZIONE NELL'AMBITO DEL PROGETTO STRATEGICO "ALTERENERGY". 4. ADESIONE SENZA ONERI AL "CONSORZIO PADOVA SUD", IN SOSTITUZIONE DEL CONSORZIO ORIGINARIO COSTITUENTE, AI FINI DELLA GESTIONE DEI SERVIZI, DELLE COMPETENZE E DEL PATRIMONIO CONVENZIONALMENTE AFFIDATI DAI COMUNI CONVENZIONATI EX ART. 30 D. LGS. N. 267/2000 E SS.MM. AGLI ORIGINARI CONSORZI DI BACINO. 5. APPROVAZIONE ORDINE DEL GIORNO A FAVORE DEL VERO "MADE IN ITALY" AGROALIMENTARE. 6. COMUNICAZIONI ED EVENTUALI INTERROGAZIONI
Ricevo e pubblico



martedì 17 dicembre 2013

Consiglio Comunale: sabato 21 dicembre

Il Consiglio comunale è convocato in sessione Ordinaria, seduta Pubblica, per Sabato 21-12-2013 alle ore 12:30, presso la sala consiliare nella Casa delle Associazioni, per trattare e deliberare in merito al seguente ordine del giorno:
1. APPROVAZIONE VERBALI DELLE DELIBERAZIONI APPROVATE NELLA PRECEDENTE SEDUTA CONSILIARE DEL 28.9.2013.
2. RATIFICA DELIBERAZIONE DI GIUNTA COMUNALE N. 62 DEL 16.11.2013 AD OGGETTO "VARIAZIONE  N. 3 AL BILANCIO DI PREVISIONE 2013".
3. COMUNICAZIONI ED EVENTUALI INTERROGAZIONI.

martedì 15 ottobre 2013

Puzza e traffico, già 300 firme contro gli impianti di biogas

Da "Il Mattino di Padova" del 4 ottobre 2013:

Certi giorni la puzza di liquami si avverte anche a più di 2 chilometri di distanza, inoltre il via vai di autobotti dirette agli impianti di biogas di via Vecchia è sotto gli occhi di tutti. Così la protesta monta e sono almeno 300 le firme raccolte e fatte protocollare in municipio nei giorni scorsi per denunciare gli effetti della proliferazione degli impianti a Bovolenta. I consiglieri di opposizione di Insieme per Polverara e Polverara Cambia hanno presentato una interrogazione al sindaco: «Continuano a giungerci segnalazioni di cittadini», dicono Francesca Fasolo, Marta Melina, Enrico Sturaro e Alessandro Tono, «sui disagi provocati dall’impianto della Polverara biogas in via Vecchia, nonché dagli altri impianti in zona. L’aria, in certi momenti, diventa irrespirabile nei dintorni degli impianti. Tutti i giorni decine e decine di trattori percorrono via Vecchia e via Argine Sinistro per rifornire le centrali creando inquinamento, traffico e rumore. C’è anche un aspetto di carattere sanitario da considerare visto che, in seguito ad alcune segnalazioni della cittadinanza, l’Usl 16 e l’Arpav hanno sollecitato i sindaci di Bovolenta e di Polverara ad effettuare i controlli di loro pertinenza». Nicola Stievano

venerdì 5 luglio 2013

Un secondo docente per il tempo pieno, ma i problemi restano

Riporto l'articolo de "Il Mattino di Padova" del 3 luglio 2013 e di seguito alcune considerazioni politiche in merito alla questione.

POLVERARA. Tempo pieno, a settembre, alla scuola dell’infanzia “Ai Gloriosi Caduti” per tutti i bambini che ne hanno fatto richiesta. È di ieri la notizia che l’Ufficio scolastico regionale ha assegnato un secondo docente alla quinta sezione che partirà con il prossimo anno scolastico. Ad annunciarlo il sindaco Sabrina Rampin e il dirigente scolastico, Franca Franco. Addio a liste d’attesa e graduatorie. Soluzioni prospettate non meno di un paio di settimane fa, e che avevano scatenato le proteste delle famiglie, già in subbuglio per il trasferimento in massa delle insegnanti. Ben sette su otto infatti sono state assegnate ad un altro istituto scolastico. L’annuncio anticipa la riunione tra genitori e dirigenza scolastica che si sarebbe dovuta svolgere al rientro dalle vacanze. Un primo incontro si era già tenuto sabato. In quell’occasione la dirigenza scolastica aveva provato a rassicurare le famiglie, rimandando ogni discussione a settembre, quando avrebbe avuto in mano numeri certi sulle effettive richieste di iscrizione. Resta aperta tuttavia la questione legata agli spazi della mensa e della palestra, utilizzata come dormitorio nel pomeriggio. Il refettorio è attrezzato per 90 posti; la palestra per ospitare poco meno di 50 lettini. A pranzo, pare ormai certo, i bambini siederanno a tavola in due turni distinti. «Un’esperienza che a Volparo funziona da anni» ha detto il sindaco «e che non ha mai sollevato polemiche». Quanto alla palestra, il primo cittadino assicura che, spostando parte della mobilia e alcuni attrezzi si riusciranno a recuperare altri posti. «Il Comune», fa sapere il sindaco ,«garantirà la presenza di un proprio addetto, in aiuto alle collaboratrici, durante l’orario mensa e per la sistemazione delle brandine». (Martina Maniero)

E’ sicuramente positivo il fatto di poter avere una quinta sezione alla Scuola dell’Infanzia di Polverara con due insegnanti e poter accogliere così tutti i bimbi nati nel 2010.
Ad oggi però, ci ritroviamo a dover intervenire nuovamente sull’edificio con lavori fatti durante l’estate, quindi all’ultimo momento, anche se la necessità di nuovi spazi era conosciuta già due anni fa, quando sono stati fatti gli interventi per la quarta sezione.
Inoltre, nonostante ci sia la possibilità di ricavare una nuova classe, nella scuola rimangono ambienti inadeguati ad ospitare un numero così alto di alunni: manca uno spazio interno comune, dove i bimbi possano giocare insieme nei momenti di pausa dalle attività didattiche, e il servizio mensa dovrà essere fatto in due turni perché il refettorio diventa troppo piccolo. Infine la palestrina che al pomeriggio funge da dormitorio può ospitare attualmente poco meno di 50 lettini e, a meno che non si ricavi spazio per altre brandine con ulteriore ammassamento dei bambini, il servizio scolastico per tutti gli alunni al pomeriggio, fino alle 16, non potrà essere garantito.
Non si può ignorare il fatto che molti genitori stanno già provvedendo ad iscrivere i figli fuori paese, pur avendo il diritto in quanto cittadini di poter usufruire dei servizi scolastici a Polverara.
E la stessa situazione si ripresenterà poi, nei prossimi anni, anche nelle scuole elementari e medie. La popolazione di Polverara infatti in questi anni è cresciuta e il numero dei nuovi nati è progressivamente aumentato. A questa crescita però non è corrisposta un’adeguata pianificazione di interventi nelle strutture scolastiche, nonostante si conoscessero le future esigenze. L’Amministrazione infatti non ha previsto in questi anni alcun intervento globale o serio investimento in tal senso, pur avendo dati e numeri a disposizione, ma ha preferito investire energie e soldi, indebitando anche in modo importante il Comune, in altri progetti meno necessari per il paese e senza aver a disposizione alcun dato.
E, a detta del Sindaco, ora le famiglie dovrebbero adeguarsi alla situazione senza polemiche, così come succede in altre amministrazioni?

mercoledì 26 giugno 2013

Insegnanti in fuga dalla scuola dell’infanzia

Sullo stesso argomento del post precedente anche l'articolo de "Il Mattino di Padova" di ieri:

Da settembre classi miste, nuove aule e un rinnovato corpo docenti. Ma alle famiglie non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. È questa la miccia che ha acceso la protesta dei genitori alla scuola statale dell’infanzia “Ai Gloriosi Caduti”. La prima novità riguarderà le insegnati: ben sette su otto (praticamente l’intero corpo docente) hanno ottenuto il trasferimento in un altro plesso scolastico. «Non sappiamo i motivi di una scelta di massa così drastica», dicono le rappresentanti di classe e del consiglio di istituto, «di certo è un fatto grave, che denota l’esistenza di problematiche interne e del quale i genitori dovevano essere informati». Non solo i bimbi al rientro in aula troveranno nuovi insegnanti: ma anche i compagni potrebbero non essere più gli stessi. Perché con l’istituzione di una nuova sezione (i lavori sono in programma in estate) si renderà necessario rivedere anche la composizione delle classi. Se da un lato quindi la nuova aula permetterà di accogliere tutte le richieste dei nati nel 2010 (circa 50), dall’altra andrà a ridurre i già carenti spazi comuni della struttura. Quelli della mensa, per esempio, che costringerà i bambini a pranzare in due turni, ma anche quelli della palestra (utilizzata come dormitorio), che comporterà una selezione tra chi potrà fermarsi a dormire a scuola e chi invece dovrà rincasare alle 13. L’intenzione è quella di fare della quinta sezione (che può contare su di un solo insegnate) la classe del “tempo corto”. «Ma con quale criterio», chiedono le mamme, «gli alunni già appartenenti ad una classe verranno convogliati nella quinta sezione? E con quale sistema verrà deciso chi si fermerà fino alle 16 e chi no?». «La preside», dicono, «non vede grossi problemi e, nonostante sia stata invitata al confronto, non si è resa ancora disponibile a causa di impegni scolastici o perché vuole temporeggiare. Vogliamo chiarimenti sulla riorganizzazione logistica e didattica della scuola, sulla sicurezza dell’edificio, sullo svolgimento delle attività e la certezza che il servizio ci sarà per tutti». (Martina Maniero)

Scuola dell'Infanzia: genitori preoccupati

Ricevo e pubblico questo comunicato dei genitori della Scuola dell'Infanzia "Ai Gloriosi caduti" di Polverara.

Sta per volgere a termine l’anno scolastico anche per le Scuole dell’Infanzia, alcune novità accompagnano però la chiusura della scuola statale di Polverara: 7 insegnanti su 8 hanno chiesto e ottenuto il trasferimento. Non conosciamo realmente i motivi che le hanno spinte ad una scelta così definitiva e soprattutto di massa, certo è che un numero così importante è degno di essere comunicato a noi genitori, che non siamo ancora stati avvisati formalmente che a settembre 2013 i nostri figli si ritroveranno in classe dei nuovi docenti.

L’insegnante della Scuola dell’Infanzia rappresenta un importante punto di riferimento educativo per i bambini di quest’età, che avrebbero bisogno di relazioni stabili e sicure e quindi di quella continuità didattica che ora a Polverara viene meno.

Inoltre non siamo ancora stati informati sull’ufficialità dell’apertura di una 5 sez (ora ce ne sono 4), che darà sì la possibilità di accogliere quei bambini che sono in lista d’attesa ma che, purtroppo, andrà a stravolgere la situazione già così particolare in cui gli alunni si trovano.

La scuola di Polverara infatti ha attualmente un centinaio di iscritti suddivisi in 4 sez eterogenee, ma, nonostante il numero, mancano al suo interno spazi per il gioco comune e i laboratori. La mensa è piccola e rumorosa e la palestrina, nata per le attività motorie e per altre attività didattiche, è adibita nel pomeriggio a dormitorio.

Ora, alla luce di queste premesse, l’apertura di nuova sezione senza un complessivo adeguamento della scuola risulta a nostro avviso piuttosto problematica, visto che poi dal Ministero della Pubblica Istruzione è stata concessa la presenza di una sola insegnante che coprirà solo le 5 ore antimeridiane.

E’ stato comunicato ai genitori dei nuovi iscritti, i nati nel 2010, e non ai già frequentanti, che questa classe accoglierà i bambini che escono alle 13.00, cioè alla prima uscita, e che verranno nuovamente (come per l’apertura della 4 sezione due anni fa) rimescolate le classi, perchè accedano alla nuova sezione anche gli alunni medi e grandi delle altre. Ai nuovi iscritti è stato chiesto di specificare se il proprio figlio dormirà o meno a scuola perché, siccome il dormitorio può accogliere solo 46 bambini e numericamente le richieste saranno maggiori, visto che dormono sia piccoli che medi, verranno formulati dei criteri per scegliere chi rimane e chi no fino alle 16.00!!!

La preside non vede in tutto questo grossi problemi e, nonostante sia stata invitata due volte ad un incontro straordinario con le famiglie (tramite lettera e poi via mail), non si è resa ancora disponibile ad un confronto aperto a causa di impegni scolastici o perché vuole temporeggiare. Non ha dato comunque alcuna risposta ufficiale alle nostre richieste di incontro e confronto.

Noi genitori chiediamo chiarimenti, risposte sulla riorganizzazione logistica e didattica della scuola, sull’effettiva sicurezza dell’edificio, su come saranno svolte le attività quotidiane (didattiche e di routines), sulla certezza che il servizio scolastico ci sarà per tutti, indipendentemente poi dalle scelte ed esigenze personali delle singole famiglie.

Esigiamo poi l’attenzione delle istituzioni e il rispetto dovuto a noi famiglie, ma soprattutto ai nostri figli, diretti fruitori del servizio.

Nel POF dell’istituto si parla tanto di offerta formativa e collaborazione scuola-famiglia, ma concretamente non si stanno tenendo in considerazione le nostre richieste, su cui dovrebbe essere basata questa offerta, e la tenera età degli alunni che frequentano la scuola.

I genitori della Scuola dell’Infanzia di Polverara

lunedì 24 giugno 2013

Biogas: vantaggi o disagi?

Ricevo e pubblico questa lettera mandatami da un cittadino di Polverara e che riguarda la centrale a Biogas di via Vecchia, o meglio i disagi collegati ad essa e ricaduti sui residenti. Ciò che è scritto mi è stato confermato da uguali testimonianze di chi abita nella zona.

Buongiorno,
abito nella zona del Biodigestore di Via Vecchia. Sono andato già più volte in Comune dal sindaco, per esporre il problema della puzza irrespirabile, che certe sere ci soffoca, e a far rilevare che quando il caldo si farà sentire il puzzo sarà ancora più forte a seconda del giro del vento.
Tutto il giorno e la notte c' è una ruspa che ogni ora e mezza circa va avanti e indietro per caricare e scaricare questo materiale nel cassone. Mi sono lamentato per il rumore assordante che si sente durante la notte, poiché effettuando la retromarcia va in funzione un allarme della ruspa che disturba la quiete pubblica.
Ci sono inoltre anche i motori per far funzionare tutto il sistema del Biogas che fanno rumore .
Quindi con l'avanzare del caldo, se va avanti così, non si potrà tenere aperta una finestra, per gli odori nocivi e per i rumori che durante la notte si sentono ancora di più.
Sono mesi che continuano a passare per Via Argine Sinistro camion e trattori con rimorchi di letame solido e liquido, passano anche di notte se serve (quindi odori di trasporto e odori dal Biogas), ho chiesto al sindaco più volte di andare in sopralluogo e sentire gli odori stessi, mi ha risposto che è odore di letame.
A mio parere invece è un odore diverso dal letame di vacca, è un qualcosa che ti soffoca.
Sarebbe corretto poter sapere cosa portano dentro e non è neanche giusto che i residenti tra via Argine Sinistro, via Convento, via Vecchia, via Trieste (l'odore arriva anche dall'altra parte del canale che è sotto Casalserugo) debbano sorbirsi odori nocivi, rumori e passaggi continui di camion e trattori di letame, per dare benefici al Comune e al centro con questa energia alternativa.
Un'altra mia vicina in questi giorni ha telefonato in Comune e parlato con il Vigile per gli odori soffocanti.

Spero tanto si possa far qualcosa e trovare una soluzione a tanti disagi.
Un cittadino di Polverara

mercoledì 19 giugno 2013

Il nuovo centro ricreativo di Polverara tra feste in maschera, party e polemiche

Da "Il Mattino di Padova" del 16 giugno 2013:

Feste in maschera e party al nuovo centro ricreativo di viale dello Sport di Polverara. L’ultimo evento è stato una maratona techno nel giorno della Festa della Liberazione. Tutto questo, però, non piace alla minoranza consiliare, che di “culturale” in questi appuntamenti ci vede poco o nulla.
La questione è emersa in consiglio comunale, con un’interrogazione congiunta dell’opposizione che denuncia «un uso improprio della struttura per manifestazioni che esulano dalle normali attività svolte dalle associazioni del Comune».
«Le lamentele hanno riguardato un caso isolato», minimizza il sindaco Sabrina Rampin, «e i residenti hanno prontamente ricevuto le scuse dell’amministrazione. Non accogliamo indistintamente tutte le richieste allo scopo di fare cassa». (ma.m.)

Così funziona la politica...

Per dovere di cronaca riporto questo articolo da "Il Mattino di Padova" del 9 giugno 2013:

Il corvo chiede scusa e Stefan ritira la querela
SAONARA. Pace fatta tra Walter Stefan e Olindo Bertipaglia: firmato venerdì nella caserma dei carabinieri di Legnaro, davanti al comandante Giovanni Soldano, un accordo che mette la parola “fine” alla vicenda del “corvo” di Saonara, iniziata lo scorso gennaio con una mail diffamatoria contro il sindaco, firmata con un nome di fantasia e diffusa a decine di saonaresi. Le indagini vennero condotte dai carabinieri di Legnaro e nei guai finì Olindo Bertipaglia, ex sindaco di Polverara e consigliere di opposizione a Saonara, che fu denunciato per diffamazione.
Ora la svolta: Bertipaglia ha firmato un accordo nel quale chiede scusa al sindaco e all’amministrazione e si impegna a versare al Comune di Saonara 1.274,13 euro per le spese legali e altri duemila per aiutare le famiglie in difficoltà seguite dai Servizi sociali. Il sindaco da parte sua si è impegnato a ritirare la querela per diffamazione. «Ringrazio il sindaco Walter Stefan per aver generosamente accettato di non proseguire la causa di diffamazione nei miei confronti», scrive nell’accordo Bertipaglia. «La mail inviata a diverse persone, contenente gratuite frasi diffamatorie nei confronti del sindaco e dell’amministrazione comunale di Saonara, non corrisponde in nessun modo alla verità... Chiedo scusa ai diretti interessati ed alla cittadinanza tutta per le conseguenze derivanti dalla negativa azione». «Sono felice che venga posta la parola fine a una vicenda che mi ha profondamente ferito sul piano umano e politico», commenta Stefan. «Ringrazio il comandante Soldano e i carabinieri di Legnaro per il loro impegno. Mi auguro che d’ora in poi si possa lavorare tranquilli, senza la cappa di calunnie e sospetti che troppo spesso avvelenano la vita pubblica saonarese». (Patrizia Rossetti)

Mattia Bozzolan è diventato sacerdote

Mattia Bozzolan è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, il 9 giugno scorso.
Nato il 10 ottobre 1987, Mattia è originario della parrocchia di San Fidenzio di Polverara. Secondo di tre fratelli, ha frequentato il liceo scientifico tecnologico “Einstein-Cardano” di Piove di Sacco e dopo la maturità, nel 2006, è entrato a Casa Sant'Andrea e poi in seminario Maggiore. Durante la formazione ha prestato servizio nelle comunità di Pontelongo e di Torreglia e nella casa di detenzione circondariale di Padova. Quest'anno ha svolto il proprio ministero diaconale nella comunità di Torreglia e nel gruppo vocazionale diocesano.
La sua ordinazione non può che essere motivo di orgoglio per tutta la parrocchia di Polverara.

Inaugurato il capitello voluto per lo scampato pericolo

Da "Il Mattino di Padova" del 27 maggio 2013:

È stato inaugurato ieri mattina il capitello di via Don Bosco che custodisce la statua della Madonna di Lourdes, benedetta da Papa Benedetto XVI nel giugno del 2008 quando l’amministrazione comunale e un centinaio di cittadini polveraresi, in visita a Roma per donare al Pontefice la tipica gallina razza Polverara, vennero ricevuti all’udienza papale. «Quest’opera ha un significato particolare per la comunità» dice il sindaco Sabrina Rampin «il capitello infatti è stato voluto dalla comunità a seguito dei fatti successi durante la Fiera della gallina del 2007 quando una tromba d’aria, di primo mattino, si abbattè sullo stand fieristico, facendolo crollare». «I danni furono solo materiali» ricorda «ma se la tromba d’aria avesse colpito mezzora più tardi, incrociando il traffico dei pendolari, le conseguenze sarebbero state ben più serie. Scampato il pericolo quindi si è subito pensato di ringraziare la Madonna con questo ex voto». La statua in questi anni ha trovato una collocazione provvisoria nella sala del consiglio comunale. (Martina Maniero)

Biciclettata contro biogas e forno

da "Il Mattino di Padova" del 27 maggio 2013:

POLVERARA. Tutti in sella per dire no al biogas, al forno crematorio e alla proliferazione di impianti in aperta campagna ma anche alla cementificazione selvaggia e alla speculazione che cancella il territorio. Quasi un centinaio i partecipanti alla biciclettata di ieri mattina lungo le strade del biogas e gli argini fra Polverara e Bovolenta. Una sfilata pacifica e colorata con ragazzi, genitori con bambini, giovani coppie, mobilitati per chiedere uno stop alla concentrazione di impianti di biogas e altre iniziative come il discusso forno crematorio a Brusadure, la frazione di Bovolenta a due passi da Polverara. Prima tappa del serpentone sulle due ruote il nuovo impianto di biogas in via Vecchia, entrato in funzione da qualche mese fra polemiche e proteste. Al suo fianco doveva sorgere una centrale a biomasse, su cui il Comune di recente ha fatto una parziale marcia indietro. «Via Vecchia è un colabrodo, lo abbiamo visto passandoci in bici» spiegano i manifestanti «piena di buche e molto pericolosa. L’azienda che ha costruito l’impianto si è impegnata a riasfaltare la strada, stiamo aspettando. Da valutare poi l’impatto dei mezzi pesanti che ogni giorno raggiungeranno l’impianto».
Non manca chi si lamenta per le folate di odori più volte avvertite in buona parte del paese. La biciclettata è poi proseguita lungo l’argine per concludersi a Polverara. Per una questione di autorizzazioni non è stato raggiunto il cimitero di Brusadure, dove è prevista la costruzione di un doppio forno crematorio. Un progetto su cui l’amministrazione di Bovolenta non intende fare marcia indietro nonostante la ferma opposizione dei residenti. (Nicola Stievano)

Si è spento don Luciano, parroco di Legnaro

Una grande perdita anche per tutta la comunità di Polverara, per la quale don Luciano rimarrà sempre nel cuore. Riporto da "Il Mattino di Padova" del 31 maggio 2013:

LEGNARO La bandiera del Comune è abbassata a mezz’asta. L’intera comunità piange la morte di don Luciano Forte. Il sacerdote, 73 anni, malato da tempo, si è spento mercoledì sera nella casa dei sacerdoti all’Opera della Provvidenza Sant’Antonio di Rubano. Don Luciano era nato a Camporovere di Roana (Vicenza) il 30 settembre del 1939. Ordinato sacerdote nel 1970, è stato cappellano prima a Mestrino dal ‘70 al ‘75 e in seguito a Piovene, nel Vicentino, fino al 1982. È stato quindi parroco a Cogollo del Cengio (Vicenza) dove ha contribuito alla nascita di un gruppo missionario e poi a Polverara dal ‘92 al ‘99. Poco prima del 2000 è stato trasferito a Legnaro nella parrocchia di San Biagio. Qui, nel giugno del 2010, aveva festeggiato il quarantesimo anniversario di ordinazione presbiteriale. Don Luciano era ammalato da tempo, aveva subito anche un paio di interventi chirurgici, ma ha sempre affrontato con coraggio la malattia. Anche in ospedale, era lui a consolare gli altri ricoverati. Finché le forze glielo hanno permesso, ha sempre lavorato in parrocchia, seguendo in prima persona le tante attività, fino a Pasqua. L’autunno scorso aveva anche perso la sorella Giannina, morta nel giro di poche settimane. Era un apprezzato confessore, chiamato a tenere esercizi spirituali in tutta la diocesi, ai gruppi di sacerdoti e soprattutto alle suore. Molto amato per il suo atteggiamento mite e umile, sempre disponibile, ha lasciato il segno nelle parrocchie dove è passato. Nei suoi quarant’anni di sacerdozio ha visitato e confortato migliaia di anziani, ha tenuto numerosi corsi per le coppie in vista del matrimonio. «Ho perso prima di tutto un amico»: così si esprime il vicesindaco Giovanni Bettini. «Abbiamo iniziato questo percorso insieme, quasi 15 anni fa, lui era appena stato nominato parroco a Legnaro, io sindaco. Era una persona squisita. Lascia un vuoto incolmabile nella comunità». «Sono arrivato a Legnaro da novello sacerdote. Mi ha insegnato ad essere prete partendo dalla preghiera e dall’ascolto» ricorda il vicario don Vittorio Pistore. Ieri le campane in paese hanno suonato a festa per salutare l’amato parroco. Anche la festa dei bambini dell’ultimo anno della scuola materna, prevista per oggi, è stata spostata a domenica. Stasera, alle 20 in parrocchia, verrà celebrato il rosario. I funerali si svolgono domani, alle 15.30, nella chiesa parrocchiale. Il feretro verrà poi trasferito a Camporovere. (Martina Maniero)

Lutto a Polverara per la morte del farmacista Sergio Chinello

da "Il Mattino di Padova" del 24 maggio 2013:

Commozione per la scomparsa del farmacista Sergio Chinello morto a soli 55 anni dopo una breve ma inesorabile malattia, affrontata con coraggio e lucidità. Il professionista di Piove di Sacco lascia la moglie Caterina, con la quale aveva condiviso anche gran parte della sua brillante vita professionale, le due figlie Giulia e Sofia e gli anziani genitori Espedito e Edda. Originario di Polverara, Sergio dopo la laurea in farmacia e il matrimonio, trent’anni fa, ha lavorato ad Arre fino al 1991 per poi tornare alla farmacia “San Fidenzio” di Polverara, dove aveva iniziato da praticante e della quale in seguito è diventato titolare. Appena un anno e mezzo fa aveva inaugurato la nuova farmacia, più grande e funzionale, un progetto a lungo accarezzato e inseguito. La figlia Giulia, 27 anni, ne ha seguito le orme e da qualche anno, dopo la laurea in farmacia, lo ha affiancato sul lavoro. La minore, Sofia, 22 anni, è studentessa in giurisprudenza.
Attivo nel volontariato come capo scout dello storico gruppo “Piove 1”, condivideva con gli amici la passione per la moto e la musica jazz. Agli inizi di febbraio la scoperta della malattia. «Ha lottato fino all’ultimo con coraggio e dignità» racconta la moglie Caterina «non si è mai perso d’animo. Con l’apertura della farmacia ha coronato il sogno di una vita che aveva costruito con determinazione partendo dal nulla. Per tutta la vita ha sempre dato il massimo. È sempre stato legato a Polverara e alla sua gente». «Incoraggiava e supportava anche moralmente gli ammalati» aggiunge il sindaco Sabrina Rampin «sapeva consigliare e rassicurare con la sua disponibilità e umanità, lascia un grande vuoto». Domani alle 11 i funerali nella chiesa di Sant’Anna, quindi la sepoltura nel cimitero di Piove. I familiari chiedono offerte al Cuamm al posto dei fiori. (Nicola Stievano)

sabato 6 aprile 2013

Richiesta la quinta sezione alla scuola dell'infanzia "Ai gloriosi caduti"

Da "Il Mattino di Padova" del 5 aprile 2013:

Le iscrizioni alla scuola dell’infanzia “Ai Gloriosi Caduti” per il prossimo anno scolastico mostrano un nuovo aumento della domanda. Tanto che l’amministrazione, in accordo con la dirigenza dell’Istituto comprensivo di Legnaro, ha deciso di formulare all’ufficio scolastico regionale la richiesta per l’istituzione di una nuova sezione. La quinta. «Solo due anni fa» ricorda il sindaco Sabrina Rampin «abbiamo inaugurato la quarta». «Per noi non può che essere motivo d’orgoglio» ha detto «significa che il servizio funziona e viene scelto anche da chi, residente in Comuni vicini, trova qui una buona offerta formativa». «Questa operazione» ha aggiunto, «aiuterà a risolvere anche il problema delle liste d’attesa. In questo modo si dà una mano anche a quei genitori che devono mantenere un lavoro, specie in un momento così difficile». La comunicazione ufficiale avverrà soltanto quest’estate, ma il sindaco suggerisce ai genitori in lista d’attesa a non preoccuparsi. «Abbiamo un piano B». Per i piccoli attualmente a scuola cambierà poco o nulla. La nuova sezione infatti verrà ricavata all’interno dei locali della scuola attraverso una ridistribuzione degli ambienti. I lavori inoltre verranno eseguiti in estate. (Martina Maniero)

Ennesimo stop alla Bretella sud

Da "Il Mattino di Padova" del 30 marzo 2013:

Bretella sud, ennesimo inghippo. Il maltempo e un ritardo nella consegna degli avvisi di esproprio ai dodici proprietari dei terreni interessati al passaggio della superstrada, costringe il Comune a rinviare la ripresa dei lavori, annunciata per la metà di marzo. Prima il ricorso al Tar e lo stop imposto dal Consiglio di Stato, poi tutte le formalità burocratiche da sbrigare prima di rendere operativa la nuova variante urbanistica e ora un nuovo ritardo. Una vera e propria odissea quella della bretella di collegamento tra le provinciali 30 “Bertipaglia” e 35 “Volparo”. Il cantiere è fermo dal 2010, da quando il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di cittadini, ha riscontrato una serie di vizi di forma nella procedura adottata dal Comune per l’approvazione della variante al Piano regolatore. Modificato l’iter l’amministrazione si era detta pronta a ripartire con i lavori. Ma in queste settimane è sorto un altro problema. Per evitare di disattendere altri annunci l’amministrazione resta vaga quanto a tempistiche e fa sapere che i lavori riprenderanno verso la fine di aprile. (Martina Maniero)

venerdì 29 marzo 2013

Affidati a Meneghel gli incarichi di Bertipaglia

Da "Il Mattino di Padova" del 28 marzo 2013:

La giunta comunale ha affidato a Riccardo Meneghel, architetto di fiducia, l’incarico di responsabile unico del procedimento per i lavori di realizzazione del centro sportivo polivalente Cinque cerchi.
Meneghel era già stato chiamato in Comune nel 2010, in qualità di collaboratore esterno. Sostituito poi nel 2012 da Olindo Bertipaglia, ex sindaco e vicesindaco di Polverara, che nel frattempo aveva rimesso le deleghe consiliari affidategli dal sindaco Sabrina Rampin. Un incarico che Bertipaglia ha seguito fino alla settimana scorsa, quando ha rassegnato le dimissioni. Un gesto maturato a seguito della vicenda che gli è costata una denuncia per diffamazione pluriaggravata. Bertipaglia infatti è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria nei confronti del sindaco di Saonara, inviata da uno dei computer del municipio di Polverara.
«L’architetto Meneghel» ha dichiarato il sindaco Rampin «è dotato delle caratteristiche professionali necessarie all’espletamento dell’incarico che gli è stato affidato, nonché di adeguata esperienza in materia, dal momento che ricopre, tra l’altro, lo stesso incarico per altre opere pubbliche del Comune di Polverara». Percepirà, come Bertipaglia, non più di 20 mila euro l’anno. (m.m.)

giovedì 28 marzo 2013

Protesta per le Poste lumaca a Polverara

Da "Il Mattino di Padova" del 27 marzo 2013:

Troppi ritardi nella consegna della corrispondenza. E scatta la protesta. Pazienza per le cartoline, che spesso arrivano quando il mittente è rientrato da settimane e l’abbronzatura inizia a sbiadire. Ma quando si tratta di bollette la scocciatura diventa problema. Così il sindaco Sabrina Rampin, interprete del malcontento diffuso tra i suoi concittadini, presa carta e penna ha inviato lettera di denuncia alla direzione provinciale di Poste Italiane.
«Le bollette», ha spiegato il primo cittadino, «vengono imbucate nella cassetta delle lettere ormai scadute e i cittadini si ritrovano a pagare la mora per il ritardo del pagamento». La situazione non migliora quando si parla di personale. «All’ufficio postale», spiega il sindaco, «si creano troppo spesso lunghe code agli sportelli, soprattutto quando uno dei due impiegati è impegnato in mansioni di back-office e quindi resta un solo operatore effettivamente disponibile al pubblico. I postini addetti alla consegna della corrispondenza», aggiunge, «vengono cambiati in continuazione e pervengono segnalazioni di posta lasciata ad abitazioni diverse, probabilmente perché queste continue sostituzioni non permettono la memorizzazione delle vie e dei numeri civici del territorio». L’auspicio del sindaco «è quello di trovare una soluzione in tempi abbastanza brevi e risolvere al meglio queste problematiche per consentire una migliore gestione del servizio».
(Martina Maniero)

mercoledì 27 marzo 2013

«Ridare l’incarico a Bertipaglia era inopportuno»

Da "Il Mattino di Padova" del 26 marzo 2013:

Resta alta la tensione su quello che è stato rinominato il “Caso Bertipaglia”. I consiglieri di opposizione Enrico Sturaro e Francesca Fasolo (Polverara cambia) annunciano un nuovo esposto alla Procura della Repubblica, al Prefetto e alla Corte dei Conti per chiedere la verifica della procedura di assunzione di Olindo Bertipaglia, nominato ad agosto consulente all’ufficio Edilizia pubblica del Comune di Polverara. Bertipaglia ha rimesso l’incarico giovedì scorso, a seguito della vicenda che gli è costata una denuncia per diffamazione pluriaggravata: è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria ai danni del sindaco di Saonara, Walter Stefan. La mail sotto accusa risulta inviata da un computer del municipio di Polverara. Con questo nuovo esposto i consiglieri non solo chiedono alle autorità la verifica della regolarità degli atti, ma contestano «l’inopportunità di assegnare questo incarico, tra l’altro senza concorso pubblico, ad un ex amministratore comunale».
Bertipaglia è stato sindaco a Polverara per due mandati consecutivi e in seguito vice per tre anni, fino alla decisione, poco fortunata, di correre alle amministrative di Saonara. Motivo per il quale nel marzo del 2012 aveva rimesso le deleghe consiliari. Salvo poi essere assunto nuovamente in Comune ad agosto. «Alla luce dei nuovi fatti» evidenziano i due consiglieri «emerge la mancanza di controllo da parte dell’amministrazione, e del sindaco in particolare, sull’operato del geometra Bertipaglia, il quale, come più volte segnalato dal nostro gruppo consiliare, aveva libero accesso alle strutture del municipio, anche al di fuori dell’orario di apertura. Questo a nostro avviso è quanto mai grave». Una questione sulla quale vogliono vederci chiaro.
(Martina Maniero)

lunedì 25 marzo 2013

Bufera sulla consulenza. Bertipaglia si dimette

E' di venerdì scorso la notizia che Olindo Bertipaglia si è dimesso dall'incarico di consulente esterno all'ufficio Edilizia Pubblica del comune: un gesto di buon senso e forse anche dovuto nei confronti non solo dell'Amministrazione comunale ma anche dei cittadini di Polverara che, fino agli ultimi eventi, gli hanno sempre dato fiducia. Meno comprensibile invece il comportamento del Sindaco Rampin che in un articolo de "Il Mattino di Padova" ha dichiarato: "Al termine della sua collaborazione valuteremo se riconfermare o meno l’incarico" e ha successivamente preso le distanze dalla vicenda, come se non fosse compito di un sindaco prendere provvedimenti in merito a fatti così gravi accaduti all'interno dei propri uffici comunali.
Lo Statuto del nostro Comune prevede infatti tra le funzioni del sindaco la sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici comunali, la cura dell'osservanza dei Regolamenti, la sospensione nei casi previsti dalla legge o dal Regolamento dei dipendenti del comune.

Riporto da "Il Mattino di Padova" del 22 marzo 2013:

POLVERARA. Olindo Bertipaglia ha rimesso l’incarico di consulente esterno all’ufficio Edilizia pubblica del Comune. Lo ha fatto ieri pomeriggio, depositando una lettera di dimissioni sulla scrivania del sindaco Sabrina Rampin. A riferirlo è quest’ultima. Una richiesta, in questo senso, era stata sollecitata solo poche ore prima dal consigliere di opposizione Marta Melina, che aveva chiesto al sindaco di prendere seri provvedimenti in merito. Bertipaglia, consigliere di opposizione a Saonara e consigliere provinciale Pdl, si è dimesso dopo lo scandalo che gli è costato una denuncia per diffamazione pluriaggravata: è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria ai danni del sindaco di Saonara, Walter Stefan. La mail incriminata risulta inviata da un computer del municipio di Polverara. «Un fatto grave», aveva commentato Melina, «che ha arrecato danno anche all’immagine dell’intera amministrazione comunale».
Bertipaglia, già sindaco a Polverara per due mandati consecutivi e vice per tre anni, ad agosto dello scorso anno era stato nominato responsabile unico del procedimento all’interno del processo di realizzazione di alcune opere pubbliche sul territorio comunale. Mansioni retribuite da contratto fino a un massimo di 20 mila euro l’anno. Mica bruscolini. Una decisione, quella di affidare l’incarico proprio a Bertipaglia, che aveva fatto storcere il naso a più di qualcuno.
Come a dire: fuori dalla porta e dentro dalla finestra. Il sindaco Rampin prende le distanze dall’accaduto, ribadendo l’assoluta estraneità all’intera vicenda. Pur dichiarandosi sbigottita per l’episodio, il primo cittadino si schiera a difesa di Bertipaglia, almeno per quanto riguarda l’esperienza e le capacità professionali per i compiti assegnatigli da agosto a oggi, sulle quali, ha detto «non vi è nulla da osservare».
«Per non pesare sulle spese del personale dell’ente», ha tenuto a precisare il primo cittadino, «Bertipaglia non è stato inserito nello staff del sindaco, ma è stato assunto in qualità di consulente esterno, figura professionale di cui, peraltro, il Comune si è sempre servito».
Quanto ai compensi, «vengono stabiliti per legge», ha detto, «si tratta di percentuali assegnate al responsabile in base alle opere pubbliche realizzate». (Martina Maniero)

giovedì 21 marzo 2013

Richiesta la revoca di Bertipaglia dall'incarico come consulente tecnico per i Lavori pubblici

Ieri la stampa locale ha dato notizia che Olindo Bertipaglia, consulente tecnico all'interno dell'Ufficio Edilizia Pubblica del Comune di Polverara, usufruendo di un computer del municipio, ha mandato, a decine di cittadini e componenti della giunta comunale di Saonara, una mail contenente accuse ed ingiurie contro il Sindaco di Saonara, atto per cui è stato denunciato dal diretto interessato per diffamazione pluriaggravata.
Ritenendo grave che un collaboratore esterno, nonchè ex sindaco e vicesindaco, abbia utilizzato in modo improprio gli uffici e le attrezzature messe a sua disposizione dal Comune di Polverara, servendosene per scopi personali moralmente condannabili e non per ragioni d’ufficio, abbiamo richiesto la sua revoca immediata dall’incarico.
Certamente il gesto compiuto verso il Sindaco di Saonara troverà adeguate conseguenze da parte dell'Autorità giudiziaria, ma lo scorretto comportamento professionale messo in atto da Bertipaglia ha, di fatto, arrecato danno anche all’immagine pubblica dell’intera amministrazione del Comune di Polverara.
La cosa ci sconcerta e allo stesso tempo non può di certo lasciarci indifferenti.
Ora attediamo solo la risposta da parte del Sindaco e della Giunta comunale. Abbiamo anche chiesto, in caso la nostra domanda di revoca non venga accolta, di motivare le decisioni dell’Amministrazione e di specificare quali altri eventuali provvedimenti si intenda intraprendere in merito alla vicenda.

È Bertipaglia il “corvo” di Saonara. Aveva scritto una mail contenente accuse e ingiurie al sindaco. Denunciato per diffamazione pluriaggravata

Riporto da "Il Mattino di Padova" del 20 marzo 2013 un articolo che riguarda Saonara ma coinvolge anche il Comune di Polverara:

SAONARA. Porta un nome molto noto l’autore della mail anonima contro il sindaco Walter Stefan diffusa a Saonara lo scorso 23 gennaio: si tratta di Olindo Bertipaglia, consigliere comunale Pdl e per dieci anni sindaco di Polverara. Olindo Bertipaglia è stato denunciato per diffamazione pluriaggravata, e il fascicolo aperto a suo carico è già stato depositato al Tribunale di Padova. Le indagini dei carabinieri di Legnaro, presso i quali quindici giorni or sono il sindaco di Saonara aveva presentato una denuncia contro ignoti, hanno messo insieme diversi indizi di colpevolezza nei confronti dell’ex sindaco di Polverara, scoprendo tra l’altro che la mail diffamatoria, inviata a decine di cittadini e anche a componenti della giunta comunale, era partita da un computer del Comune di Polverara. Ulteriori indagini hanno poi confermato gli indizi emersi contro Olindo Bertipaglia, che in seguito ha ammesso le sue responsabilità.
La notizia ha lasciato sbigottito e incredulo l’intero paese di Saonara dove Bertipaglia è conosciutissimo, e dove nessuno riesce a dare una spiegazione plausibile di questo gesto. Lunedì Olindo Bertipaglia ha cercato invano di ottenere un colloquio con Walter Stefan, che invece ha rifiutato di incontrarlo. Visibilmente amareggiato, il sindaco di Saonara per il momento non vuole parlare di una vicenda che lo ha molto scosso. Dopo aver conosciuto il nome di chi l’aveva violentemente diffamato via mail, il sindaco ha addirittura spento i suoi cellulari, isolandosi per alcune ore in casa sua. «Commenterò domani, adesso l’onda dell’emozione sarebbe troppo forte. Ringrazio i carabinieri di Legnaro e Piove di Sacco per il lavoro che hanno svolto», è tutto ciò che il sindaco riesce a dire dopo aver ricordato gli anni di militanza politica nel Pdl con Bertipaglia e il lungo periodo passato seduti fianco a fianco in Consiglio provinciale.
Nella mail del 23 gennaio, Walter Stefan veniva bollato con espressioni ingiuriose, e gli venivano attribuiti abusi politici di vario genere. Gli occhi di tutta Saonara sono ora puntati sull’auditorium di Villatora, dove alle 18,30 di oggi è in programma una seduta del Consiglio comunale. Si attende di sapere se Olindo Bertipaglia coglierà l’occasione per porgere le sue scuse al sindaco, e soprattutto se quest’ultimo le accetterà. (Patrizia Rossetti)

giovedì 14 marzo 2013

Approvato il progetto esecutivo della nuova rete di teleriscaldamento: quando i fatti smentiscono le parole

Martedì 12 marzo Verdenergia esco srl ha presentato al protocollo del Comune di Polverara il progetto esecutivo della nuova rete di teleriscaldamento allacciata al biogas di via Vecchia: simultanea l'approvazione della Giunta comunale nello stesso giorno.
Secondo quanto riporta la delibera, il progetto prevede la realizzazione di:
- una rete di 3,5 Km in ampliamento di quella esistente, da realizzarsi nel sottosuolo pubblico dall'impianto a biogas in via Vecchia e l’incrocio di via Canonica con via Vivaldi dove è previsto l’innesto con la rete di
teleriscaldamento esistente;
- una stazione di rilancio per poter vettoriare il fluido dall’impianto di produzione di via Vecchia alle utenze pubbliche e private, costituita da un vano tecnico atto a contenere i collettori di mandata e ritorno su cui verranno installate le pompe di rilancio e altri organi di controllo, taratura e scurezza necessaria.
Nel documento si precisa inoltre che:
- la realizzazione dell’intervento sarà interamente curata da Verdenergia e l’amministrazione comunale non concorrerà in via diretta in alcun modo al finanziamento dell’intervento e pertanto la presente non prevede e comporta impegni di spesa;
- la realizzazione dell’opera non comporta necessità né di variazione allo strumento urbanistico né di avvio della procedura espropriativa;
- la rete e le infrastrutture di teleriscaldamento di cui al presente progetto sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria e pertanto come tali opere di pubblica utilità;
- l’approvazione del progetto esecutivo costituisce titolo abilitativo sotto il profilo edilizio, urbanistico e paesaggistico-ambientale.
A disposizione della società, al fine del rispetto delle condizioni per l’erogazione alla stessa del contributo europeo di quasi un milione di euro ottenuto dal Comune, l'amministrazione comunale mette a disposizione il sottosuolo pubblico della viabilità interessata dai lavori e il calore generato dall’impianto a biogas di via Vecchia.

Ritengo che quest'atto dimostri ancora una volta da parte dell'amministrazione la mancanza di disponibilità al dialogo e alla condivisione di idee con i cittadini.
Solo sette giorni prima, all'incontro del 5 marzo tra tecnici, giunta comunale, consiglieri di minoranza, rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta su biogas e progetti annessi, le risposte relative al progetto di teleriscaldamento previsto erano state piuttosto vaghe: non era ancora definito nè per Verdenergia, nè per l'amministrazione comunale il percorso della rete, di chi fosse la proprietà, come fare a reperire i soldi per realizzarla. Non esisteva ancora il progetto esecutivo, poi depositato e approvato dopo una settimana.
E' da ricordare anche che il sindaco, con il consenso e l'appoggio di tutti i presenti alla riunione, si era presa l'impegno di mandare ai residenti della zona un'informativa sul teleriscaldamento per richiedere anche chi fosse interessato ad allacciarsi, così da studiare e progettare il percorso più consono e adeguato alle esigenze dei cittadini.
Insomma ancora una volta le parole affermano, i fatti smentiscono!

mercoledì 13 marzo 2013

Bretella sud, si riparte

da "Il Mattino di Padova" dell'11 marzo 2013:

POLVERARA. Dovrebbero riprendere il prossimo 18 marzo i lavori di completamento della Bretella sud, strada di collegamento tra le provinciali 35 “Volparo” e 30 “Bertipaglia”.
Il cantiere è fermo da febbraio 2010. Da quando il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini (tra questi parte dei proprietari dei terreni interessati al passaggio della superstrada), ha riscontrato una serie di vizi di forma nella procedura adottata dal Comune per l’approvazione della variante al Piano regolatore.
In buona sostanza l’amministrazione si sarebbe servita di un “iter semplificato”, ma applicabile solo ad interventi dai costi, per così dire, contenuti. Sull’opera, per mezzo di un esposto di alcuni cittadini, è stato avviato anche un procedimento alla Corte dei Conti, allo scopo di valutare se la gestione dell’opera e l’avvio dei lavori abbiano comportato un danno per le finanze di Comune e Provincia.
In precedenza infatti, contro il progetto, era stato presentato un ricorso al Tar del Veneto, che però nel 2009 aveva respinto le istanze degli appellanti. La sentenza è stata quindi impugnata e portata al tavolo del Consiglio di Stato per un nuovo esame. Ma i lavori intanto sono partiti, e portati avanti fino allo stop del 2010.
Da qui riprende, dunque, l’iter burocratico, stavolta seguendo la procedura corretta. «Ora si è pronti per ricantierare l’intervento» ha confermato il sindaco Sabrina Rampin «il progetto rimane esattamente lo stesso, così come l’impresa impegnata nei lavori».
«Certo» ha aggiunto il primo cittadino, «resta il rammarico per un contenzioso durato ben due anni e costato, in termini di spese legali, all’intera collettività». Un iter lungo e travagliato quello che ha interessato la Bretella, iniziato nel 2006, e contestato in più riprese, con mozioni e interrogazioni discusse in Comune, Provincia e persino Regione.
L’opera plurimilionaria costerà complessivamente 2 milioni 650 mila euro, finanziati per l’80% dalla Provincia (2 milioni 410 mila euro); per 190 mila euro dalla Regione e per i restanti 58 mila dal Comune. Ora non resta che attendere gli sviluppi, perché per la Bretella non è ancora detta l’ultima parola. Manca infatti il parere della Corte dei Conti, che potrebbe ripetere quanto fatto dal Consiglio di Stato nel 2010, bloccando quindi (nuovamente) i lavori. Un’ipotesi tuttavia, a detta dell’amministrazione, assai poco probabile. (Martina Maniero)

Biogas, che fine farà il terreno comunale?

da "Il Mattino di Padova" del 9 marzo 2013:

«Prendiamo atto della decisione del sindaco di sospendere il progetto della centrale a biomassa, comunicata al consiglio comunale e ai rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta. Restano comunque aperti degli interrogativi e ci sono impegni ben precisi da prendere. Insomma, non finisce qui». I consiglieri di opposizione Enrico Sturaro, Francesca Fasolo e Marta Melina, dopo aver ascoltato le relazioni dei tecnici della Polverara Biogas, della Sesa di Este e di Verdenergia sugli interventi previsti in via Vecchia, pongono altre domande, proprio a partire dall’annuncio dello stop alla centrale a biomassa. «Noi chiediamo che il progetto dell’impianto accanto al biogas di via Vecchia» spiega Sturaro «venga archiviato definitivamente. Però resta aperta una questione non di poco conto. Il Comune infatti ha acquistato per 105 mila euro un terreno da destinare a deposito delle ramaglie e del verde che sarebbe finito nella centrale. Vogliamo garanzie che quel terreno torni agricolo o sia usato per qualcosa che non siano altri impianti o depositi. Inoltre chiediamo che venga approvato un regolamento comunale per mettere un limite a possibili sviluppi di impianti del genere, specialmente in quella zona, proprio per evitare le concentrazioni. Queste due richieste non possono essere liquidate con le promesse, chiediamo che gli impegni vengano formalizzati nelle modalità previste dalla pubblica amministrazione». Marta Melina aggiunge che la questione va comunque affrontata a livello sovracomunale, coinvolgendo anche Bovolenta. «Non possiamo pensare che ci sia un muro che separa i due paesi. I residenti in via Vecchia e dintorni condividono gli stessi problemi e timori, si pongono le stesse domande». (Nicola Stievano)

giovedì 7 marzo 2013

Boom di richeste per il centro di aggregazione....e l'agibilità?

Alcuni giorni fa è apparso su "Il Mattino di Padova" un articolo riguardante il centro ricreativo di Polverara di viale dello Sport. Si parlava di un boom di richieste, anche dai comuni limitrofi, per l'utilizzo della struttura da parte di associazioni, compagnie teatrali, gruppi musicali ma anche tanti cittadini che chiedono di poter affittare gli spazi per feste di compleanno, cerimonie, balli di gruppo e lezioni di ginnastica.
Con una richiesta agli uffici comunali abbiamo appurato che, al momento, il centro ricreativo è privo di agibilità e il Sindaco ha rilasciato, in qualità di Responsabile del Servizio per l'Area Lavori Pubblici, un'autorizzazione all'utilizzo temporaneo dell'edificio. Riguardo proprio a questo documento, nello scorso consiglio comunale, abbiamo presentato un'interrogazione chiedendo informazioni sulla capienza massima di persone prevista per l'edificio e sulla verifica delle condizioni di solidità, sicurezza e igiene dei locali in questione.
Il Sindaco ha risposto di essersi attenuta a quanto attestato dal direttore dei lavori e dal progettista del centro e di aver utilizzato una modulistica usata anche da un comune contermine. Ha dichiarato che l'autorizzazione provvisoria è stata rilasciata in attesa dell'agibilità da parte dei Vigili del Fuoco, che però non sono stati interpellati dall'amministrazione comunale così come non è stata convocata una "Commissione comunale di vigilanza sui locali /impianti di pubblico spettacolo", prevista quando in un edificio si organizzano manifestazioni con una capienza maggiore di 200 persone (art. 80 del T.U.L.P.S. - Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e art. 141 - 141/Bis del Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. 18 giugno 1931, n° 773 - approvato con R.D. 6 maggio 1940, n° 635, come modificato dell'articolo 4 del D.P.R. 28 maggio 2001, n° 311).
Rampin ha confermato che l'edificio può ospitare un numero superiore di 200 persone in quanto dotato di porte e uscite di emergenza adeguate.
Allora perchè non convocare e attendere il parere della commissione comunale di vigilanza, così come prevede la legge? E nel malaugurato caso dovesse succedere qualcosa, chi ne avrà la responsabilità? Il Sindaco ha replicato che ne risponderà chi avrà superato le 200 unità e che lei personalmente non è mai andata a contare le persone che hanno avuto accesso agli eventi finora organizzati.
Peccato però che nella sua autorizzazione non sia specificato questo limite di accesso all'edificio e che le manifestazioni già svolte nel centro di aggregazione negli ultimi mesi prevedessero l'ingresso libero, non entrate a numero chiuso dei partecipanti!
Tenuto conto che il Sindaco è il primo responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini, abbiamo suggerito all'amministrazione comunale di verificare le autorizzazioni e la normativa in merito alla fruizione di spazi così importanti.

Centrale a biomasse in stand-by


Riporto alcuni articoli dai quotidiani locali di oggi.

Da "Il Mattino di Padova":
Polverara ferma la biomassa
Il Sindaco: "Condizioni cambiate, il teleriscaldamento verrà dal biogas"

Niente centrale a biomasse in via Vecchia, almeno per il momento. L’impianto di poco meno di un megawatt di potenza, progettato dalla Verdenergia, società controllata dal Comune di Polverara, e autorizzata un paio di mesi fa dalla Regione per ottenere calore dalle ramaglie e dal legname è stato messo in stand-by.
Ad annunciarlo è stata Sabrina Rampin, sindaco di Polverara, durante l’incontro con il consiglio comunale, i rappresentanti dei comitati e i tecnici della Polverara Biogas.
Dopo aver discusso i dettagli tecnici dell’impianto di biogas con gli esperti, il sindaco ha spiegato che per adesso il progetto della centrale a biomasse, prevista accanto al biodigestore, resterà in un cassetto. «L’idea di ricavare calore dagli scarti del verde» ricorda Sabrina Rampin «era stata concepita qualche anno fa quando dalle aziende florovivaistiche della zona era arrivata la richiesta di un impianto. In attesa dell’autorizzazione definitiva la situazione è cambiata e, a causa della crisi, la quantità di materia prima disponibile è sensibilmente diminuita. Per questo abbiamo chiesto alla società Verdenergia di sospendere l’iniziativa e di rivedere le dimensioni dell’impianto. Vogliamo ragionare sul progetto con più calma perché le condizioni sono cambiate». Quindi per adesso in via Vecchia verrà portato a termine l’impianto di biogas al quale il Comune ha intenzione di collegare la nuova rete di teleriscaldamento che inizialmente doveva allacciarsi all’impianto a biomasse. Una marcia indietro che non dispiacerà ai residenti di Polverara e Bovolenta preoccupati per l’impatto ambientale. «A noi interessa portare il calore verso il centro del paese» continua il sindaco «e il biodigestore risponde a questa esigenza. I tecnici della Polverara Biogas hanno illustrato ai consiglieri i dettagli tecnici del progetto, spiegando che i liquami, l’insilato di mais e il sorgo arriveranno da aziende agricole presenti nel raggio di una ventina di chilometri, disponibili a ritirare il biodigestato».
Dall’opposizione Marta Melina ribadisce che restano ancora aspetti da chiarire. (Nicola Stievano)



Da "Il Gazzettino":

martedì 5 marzo 2013

Commissione consiliare stasera sul biogas

Stasera si riunisce in Casa delle Associazioni la commissione consiliare per valutare il progetto dell'impianto a biogas in fase di avviamento in Via Vecchia.
La partecipazione è allargata a tutti i consiglieri comunali, al Sindaco, ai rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta e ai tecnici di Polverara Biogas, la società che sta realizzando l'impianto.
Sarà prossimamente convocata poi un'altra commissione sulla centrale a biomasse, che è prevista sempre in via Vecchia accanto al biodigestore e sarà collegata alla rete di teleriscaldamento. A questo incontro parteciperanno i tecnici di Verdenergia esco, la società partecipata dal Comune di Polverara, che ha già ottenuto l'autorizzazione al progetto da parte della Regione Veneto.
Le due iniziative sono strettamente collegate e sorgono ai confini con il Comune di Bovolenta, in una zona dove sono già presenti altri due impianti a biogas.

martedì 26 febbraio 2013

Gli impianti a biogas infiammano l'assemblea

Riporto l'articolo da "Il Mattino di Padova" del 24 febbraio 2013 con una precisazione riguardo al mio intervento in cui non mi sono riferita ai costi per la centrale a biomassa, come detto sotto, ma a quelli per la rete di teleriscaldamento, per la quale è stato ottenuto un contributo di € 921.775,00 a fronte di un investimento massimo ammissibile di € 1.908.550,00 e costi ammissibili per € 1.843.550,00. Va da sè quindi che il contributo copre solo metà della spesa per la realizzazione della rete.

POLVERARA. Biogas, biomasse e forno crematorio, una miscela esplosiva che ha infiammato l’affollata assemblea pubblica organizzata dal Comune a Polverara e che si è protratta per oltre tre ore e mezzo.
La Casa delle Associazioni ha accolto a fatica i residenti che volevano saperne di più del “polo energetico” di via Vecchia, ma anche delle iniziative messe in piedi nella confinante Bovolenta. In questa fascia di territorio in poche centinaia di metri convivono impianti già esistenti ai quali si aggiungeranno la centrale a biomasse e il forno crematorio a Brusadure.
Fino a mezzanotte e mezza il sindaco di Polverara, Sabrina Rampin (doveva esserci anche il collega di Bovolenta Vittorio Meneghello, il quale però ha dato forfait), il docente universitario esperto di biogas e i responsabili delle società che stanno costruendo gli impianti in via Vecchia sono stati bersagliati da domande a raffica, prese di posizioni polemiche, critiche più o meno aspre, ma hanno raccolto anche posizioni a loro difesa. I residenti, in pratica, vogliono vederci chiaro, vogliono capire cosa succederà accanto alle loro abitazioni e la qualità dell’aria che respireranno. Del resto, l’enorme partecipazione dimostra l’interesse che questi argomenti generano negli abitanti dei paesi contermini.
Non sono mancate contestazioni aperte, chiare, nei confronti dell’amministrazione. E il sindaco si è accollata ogni responsabilità. Il tutto con il contorno di alcuni cartelli di protesta alzati nei momenti più “caldi” della riunione.
«Siamo qui per smentire le diffamazioni e le falsità messe in giro da chi è andato a raccogliere le firme contro l’impianto di biogas», esordisce il sindaco Rampin, accendendo così subito la miccia delle contestazioni. «Chiediamo chiarezza» ribatte Enrico Sturaro, consigliere di opposizione «peccato che non ci sia il sindaco di Bovolenta perché il problema è sovracomunale. Nel raggio di poche centinaia di metri ci troveremo con più impianti di biogas, e quello in questione non è collegato ad alcuna azienda agricola del territorio. Non abbiamo ancora visto i dettagli del progetto e ricevuto risposta alle domande puntuali sulla provenienza dell’insilato e dei liquami, sul traffico generato, sui contratti di fornitura, sull’impiego del digestato. Di centrale a biomasse ne abbiamo già una, costata un milione di euro. Quanto al teleriscaldamento vogliamo sapere quante famiglie raggiungerà, quante nuove abitazioni riscalderà».
Marta Melina, anche lei all’opposizione, aggiunge che per costruire la centrale a biomasse bisognerà trovare un altro milione di euro oltre ai 900 mila euro di contributo. Il sindaco ribatte alle osservazioni, spiega, puntualizza, chiedendo il supporto dei tecnici della Polverara Biogas e di Verdenergia, la società controllata dai Comuni che si occuperà della entrale a biomasse.
«Al biogas il Comune non poteva opporsi, ma mettere dei vincoli, come abbiamo fatto puntualmente, e chiedere delle agevolazioni, come ad esempio il calore gratis per il teleriscaldamento. Al termine dei lavori via Vecchia sarà riasfaltata e ci saranno anche dei nuovi lampioni».
L’ingegner Angelo Mandato, numero uno della Polverara Biogas, conferma che non ci sono segreti dietro all’intera operazione: «I documenti sono a disposizione di tutti, siamo pronti a fornire tutte le informazioni su un sistema virtuoso che produce energia, inquina meno di un camion e, grazie al teleriscaldamento, consente di spegnere decine di caldaie. Questo biodigestore usa le migliori tecnologie ed è sicuro, non potrà funzionare con gli scarti di cucina. Le autobotti con i liquami arriveranno dalle stalle di Terrassa e Salboro». Ma al pubblico non basta: « A che prezzo tutto questo?» ribatte la gente, preoccupata per gli odori, il traffico e le emissioni. «E poi perché autorizzare anche la centrale a biomasse? Quante persone beneficeranno del teleriscaldamento?». Ormai è tardi, il faccia a faccia è aggiornato ad un secondo round. (Nicola Stievano)

venerdì 22 febbraio 2013

Incontro pubblico stasera su biogas, cogenerazione e teleriscaldamento

Stasera, alle 20.45 in Casa delle Associazioni, il sindaco Sabrina Rampin spiegherà ai cittadini i dettagli relativi agli impianti di biogas, di cogenerazione e alla rete di teleriscaldamento in progettazione e realizzazione in via Vecchia a Polverara.
Interverranno anche il prof. Guercini del Dipartimento TESAF Agripolis, il presidente di Verdenergia Esco srl, Freddy Sambin, e l'ingegnere Angelo Mandato in qualità di tecnico della ditta Polverara Biogas e  che rappresenta di fatto la proprietà della società e sta realizzando altri impianti simili in Veneto.
A loro saranno rivolte le domande emerse fra residenti, consiglieri di opposizione e comitati nella riunione di venerdì scorso.
L'assemblea pubblica, afferma il sindaco Rampin in un articolo apparso ieri nel "Mattino di Padova", servirà anche a «smentire la disinformazione e il procurato allarme creato dai membri del comitato che ha raccolto 132  firme, metà delle quali di Bovolenta, raccontando delle falsità sulla materia prima che avrebbe alimentato l’impianto, generando ingiustificata preoccupazione parlando di carcasse di animali, resti di concerie vicentine e rifiuti ospedalieri. Alcuni dei firmatari mi hanno scritto, altri sono venuti in ufficio o mi hanno telefonato dicendo che chi era passato aveva "estorto" loro la firma con la menzogna e che a seguito del volantino che ho inviato in tutte le case si sono resi conto che avevano avuto informazioni volutamente false. Quindi mi hanno chiesto di non considerare le loro firme».

"Sul polo energetico vogliamo vederci chiaro"

da "Il Mattino di Padova" del 13 febbraio 2013:

Tante domande, tanti interrogativi sul “polo energetico” di via Vecchia, dove l’impianto di biogas ormai è prossimo ad entrare in esercizio e la centrale a biomasse ha già ottenuto l’autorizzazione regionale. A completare il quadro ci sarà la rete di teleriscaldamento che dovrebbe convogliare il calore nelle aree residenziali e produttive del paese. Fin qui le intenzioni, ma i residenti e le opposizioni consiliari vogliono vederci chiaro per capire quali riflessi avrà un intervento così articolato.
Da dove arriverà la materia prima per gli impianti?Quanti camion transiteranno lungo la strada di campagna ogni giorno? Chi potrà beneficiare della rete di teleriscaldamento? Come verranno controllate le emissioni della caldaia a biomasse? Dove finirà il digestato? Che ruolo avranno le aziende agricole? Da dove arriveranno i liquami? Queste e molte altre domande sono state messe a punto venerdì sera durante un’affollata assemblea convocata dalle opposizioni in vista dell’incontro pubblico annunciato dal sindaco Sabrina Rampin entro la prossima settimana. Il Comune di Polverara infatti gioca un ruolo da protagonista nel nuovo “polo energetico” perché, attraverso la controllata Verdenergia ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per la caldaia a biomasse (un’atra è già in funzione in centro) e partecipa anche alla società “Polverara biogas” che sta costruendo il biodigestore. Oltre un centinaio di persone hanno risposto all’appello, dai residenti nella zona interessata dall’intervento ai comitati dei centri vicini, a partire da Bovolenta.
«Abbiamo tante domande da porre ai tecnici», spiega il consigliere di opposizione Enrico Sturaro, «e vogliamo anche vedere i progetti nel dettaglio, capire quali modifiche sono state apportate all’impianto di biogas rispetto alla progettazione preliminare. Chiederemo anche di poter vedere i contratti per la fornitura della materia prima e per la valorizzazione del biodigestato. Questi impianto sono sottoposti a regole ben precise, sulle quali vogliamo essere informati. Abbiamo tanto da chiedere anche sulla centrale a biomassa, sulla quale finora non si sa granché. Quanto al teleriscaldamento non è chiaro chi servirà la nuova rete, se le nuove abitazioni o anche quelle esistenti, oppure se il calore verrà convogliato in zona industriale».
(Nicola Stievano)

giovedì 7 febbraio 2013

Rampin: sul biogas chiarirò tutto

Da "Il Mattino di Padova" del 3 febbraio 2013:

Nel giro di qualche settimana l’impianto di biogas in via Vecchia entrerà in funzione. I lavori ormai sono a buon punto e, una volta completate le finiture, tutto sarà pronto per iniziare a produrre elettricità e calore. Nel frattempo, dopo le polemiche e le notizie dei giorni scorsi, il sindaco sta organizzando un’assemblea pubblica con i residenti di via Vecchia e tutti i cittadini interessati per spiegare i dettagli dell’iniziativa con l’aiuto di alcuni esperti, fra i quali un docente universitario.
Si parlerà anche della rete di teleriscaldamento finanziata con quasi un milione di euro di fondi europei e del nuovo progetto della centrale a biomasse, da costruire accanto all’impianto di biogas, approvata un mese fa dalla Regione. «Abbiamo a cuore tutti gli aspetti della vicenda» afferma Sabrina Rampin «e siamo convinti di questo progetto, ma naturalmente il nostro primo obiettivo è quello della massima chiarezza con i cittadini. È una questione importante e delicata, non ci deve essere spazio per un “non detto” o per aspetti che lascino dubbi. Per questo abbiamo deciso di parlare direttamente con i residenti e ascoltare le loro opinioni».
In questi giorni un gruppo di residenti ha raccolto oltre un centinaio di firme per protestare contro l’iniziativa che sta cambiando il volto alla campagna fra Polverara e Bovolenta. Il sindaco ricorda di aver già dedicato all’argomento un’assemblea l’anno scorso, alla quale però la partecipazione era stata piuttosto scarsa. «Erano presenti anche i rappresentanti della Polverara Biogas e affrontavamo anche le novità del piano casa, ma in sala ci saranno state una quarantina di persone. Comunque torniamo volentieri sull’argomento, per spiegare il funzionamento e lo sviluppo del progetto, che porterà benefici».
In questi giorni si è molto parlato anche del nuovo assetto della società, trasferita in provincia di Venezia, e del legame con imprenditori del settore ambientale, fra i quali Angelo Mandato, che è anche amministratore delegato della Sesa. «La ditta ha aperto a nuovi soci» spiega Rampin «specializzati in materia di energie rinnovabili ed in particolare nella tecnologia del biogas. Tra questi, anche Verdenergia Esco, società partecipata dal Comune di Polverara per il 36 per cento. Non ci siamo comunque limitati a concedere l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto ma siamo riusciti ad ottenere, a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei casi, una serie di condizioni favorevoli. Ad esempio l’asfaltatura di tutta via Vecchia, la cessione gratuita di tutto il calore prodotto, acqua calda a 85 gradi che con il teleriscaldamento poteremo fino in centro e in zona artigianale, senza dimenticare le opportunità occupazionali per le ditte di Polverara coinvolte nella costruzione e messa in esercizio dell’impianto».
Sul fronte ambientale il sindaco ribadisce che il biodigestore userà solo prodotti agricoli, in particolare insilato di mais. «Nessun rifiuto verrà bruciato e non verrà emesso alcun odore rispetto a quelli prodotti dalle attività agricole. L’impianto non emetterà alcun tipo di sostanza nociva». (Nicola Stievano)

Polverara Biogas: Angelo Mandato, il regista

Da "Il Mattino di Padova" dell'1 febbraio 2013:

«L’impianto di biogas è agricolo e rimarrà tale. Vale a dire che la materia prima arriverà da aziende agricole del territorio. Si tratta di insilato di mais, sorgo, triticale, ma anche liquami zootecnici. Abbiamo diversi allevatori della zona interessati». Angelo Mandato, ingegnere, a.d. della Sesa nonché imprenditore del settore delle energie rinnovabili attraverso la partecipazione in società dedicate a questo scopo, ritiene che il progetto di Polverara abbia una marcia in più, la rete di teleriscaldamento. Da qui la decisione, insieme ad altri imprenditori del settore, di investire sull’impianto che, assicura, opererà esclusivamente nell’ambito agricolo. «Fra tutte le proposte abbiamo selezionato quella di Polverara» aggiunge Mandato «proprio per la volontà del Comune di ampliare il teleriscaldamento. Di fronte c’è anche un altro impianto di biogas, il cui calore attualmente viene disperso, che si potrebbe collegare alla rete». L’unico eventuale punto di contatto con la Sesa sta proprio nella gestione della rete di teleriscaldamento, visti gli ottimi risultati a Este e Ospedaletto. «Parecchi agricoltori e contoterzisti ci hanno chiesto una mano», continua Mandato «ma noi ci concentriamo su progetti come il teleriscaldamento». (Nicola Stievano)

Polverara Biogas: la gestione è in mano ad un pool di imprenditori padovani

Da "Il Mattino di Padova" dell'1 febbraio 2013:

"DA POLVERARA BIOGAS UN FILO ROSSO PORTA A SESA" di Nicola Stievano

La costruzione dell’impianto di biogas in via Vecchia procede a pieno ritmo e i lavori dovrebbero essere portati a termine in primavera. L’investimento si aggira sui 4 milioni di euro e se ne fa carico la Polverara Biogas, una Srl che ha trasferito la sede legale da Cartura a Mirano (Venezia) e che, nella sua composizione sociale, rimanda ad altre società legate a professionisti del settore energia e ambiente del Veneto, fra i quali spicca il nome di Angelo Mandato, amministratore delegato della Sesa, la società di servizi ambientali di Este.
Polverara biogas. La società che sta costruendo l’impianto in via Vecchia è stata costituita a Cartura nel febbraio 2011 con 12 mila euro di capitale da un pool di imprenditori padovani che avevano avviato una simile iniziativa anche a Conselve. La svolta è arrivata l’autunno scorso, con l’ingresso di nuovi soci, operanti nel settore energetico. Il capitale è passato a 66.667 euro, detenuto per oltre la metà, 34 mila euro, dalla Finam Group di Mirano, viale Stazione 80. È lo stesso indirizzo al quale verrà trasferita, a fine ottobre scorso, la sede legale della Polverara Biogas. Gli altri soci di un certo rilievo sono la Solarfotonica di Ponte San Nicolò e il veronese Giampietro Guzzo di Illasi, entrambi con 8.666 euro, seguiti dalla Leonardo Costruzioni di Albignasego (2.666 euro) e dai tre soci originari, Giovanni Lippi (amministratore fino al passaggio di sede), Thomas Caltarossa e Stefano Rango. Partecipa con l’1% anche Verdenergia, la società si scopo controllata dal Comune di Polverara, che ha appena ricevuto l’approvazione dalla Regione per la costruzione dell’impianto a biomasse sempre in via Vecchia. Piccole quote sono riservate ai proprietari del terreno. Il nuovo amministratore unico è Fabio Piovesan, 42 anni, imprenditore trevigiano.
Finam group. Il principale proprietario della Polverara Biogas, dunque, è una Spa con un lungo oggetto sociale, che va dalla gestione del finanziamento di società alla progettazione di impianti per la produzione di energia, dalla raccolta e trattamento dei rifiuti alla ristrutturazione edilizia, dai lavori stradali alla consulenza aziendale. Colpisce la consistenza del capitale sociale, 5 milioni di euro. I soci sono quattro: Angelo Mandato, l’amministratore della Sesa, con un capitale azionario di 2 milioni e 250 mila euro, la Eco Tecno Plan, azienda di progettazione, con 2,5 milioni di euro, la Tesi Spa con mezzo milione di euro e la Volano Srl con 250 mila euro. Amministratore unico è il veneziano Maurizio Simionato, 57 anni, che compare anche nell’organigramma della Sesa di Este come consigliere con delega alla sicurezza aziendale.

giovedì 31 gennaio 2013

Centrale a biogas,impianto di cogenerazione e teleriscaldamento in via Vecchia: crescono i malumori

A breve entrerà in funzione una nuova centrale a biogas in via Vecchia, a poche decine di metri da un impianto preesistente gestito da un'azienda agricola locale. Il nuovo progetto infatti è già stato collaudato e allacciato e brucerebbe i derivati di mais e cereali da utilizzare poi per la produzione di energia elettrica, ceduta interamente alla rete Enel. La centrale sarà gestita da Polverara Biogas, una società non agricola che recentemente ha subito avvicendamenti nella compagine societaria, modifiche alla ragione sociale e il trasferimento di sede in provincia di Venezia.
Ma come se non bastasse, nella stessa zona verrà anche costruita una centrale a biomasse vegetali. Il progetto è di Verdenergia, società controllata dal Comune di Polverara, e consiste nella realizzazione di un impianto di cogenerazione, di potenza poco inferiore al megawatt, che produrrà energia elettrica e calore dalla combustione di cippato, scarti della lavorazione del legno, potature di vigne e alberi da frutto, paglia di grano e altri residui di origine vegetale. La centrale brucerà 48 tonnellate di biomassa al giorno e sarà affiancata da un magazzino di stoccaggio da 480 tonnellate, in modo da garantire un'autonomia all'impianto di almeno una settimana. A fornire la materia prima sarà una ditta di Piove di Sacco e il progetto prevede la circolazione su via Vecchia di circa 3 camion al giorno.
Il calore prodotto dalle due centrali a biogas e biomassa verrà convogliato in una rete di teleriscaldamento, costruita dal Comune di Polverara utilizzando un contributo europeo di circa 900 mila euro e servirà a riscaldare edifici pubblici ed abitazioni.
Certamente non mancano i dubbi e gli interrogativi, palesati più volte in consiglio comunale e nelle osservazioni al PAT da parte del nostro gruppo, sulla necessità di tali progetti nel nostro comune, in particolar modo sulla scelta da parte dell'amministrazione pubblica di realizzare una rete di teleriscaldamento in una zona periferica del paese, dove non sorgono molte abitazioni e non sono presenti edifici pubblici, e sulla conseguente decisione di richiedere ed impegnare denaro pubblico in un servizio i cui vantaggi non sono ancora chiari (vedasi i problemi relativi al teleriscaldamento già funzionante per le abitazioni ed edifici pubblici in centro paese). Come sarà organizzata poi la gestione di tale teleriscaldamento? Se le centrali non dovessero funzionare a cosa sarebbe servito investire una somma economica così cospicua? Si tratta di un servizio necessario e richiesto dai cittadini così da giustificare un impegno economico pubblico talmente oneroso? Quali sono i vantaggi per i polveraresi? Perplessità emergono poi anche sulla sostenibilità di queste centrali in termini di emissioni, traffico di grossi camion, forte impatto sul paesaggio: basti pensare che i soli lavori in corso per il collaudo e l'allacciamento della centrale a biogas hanno già danneggiato gravemente il manto stradale di Via Vecchia che, in quanto stradina di campagna, non si presta certamente a poter ricevere un grande passaggio di veicoli pesanti.
Preoccupazioni e resistenze cominciano a palesarsi anche tra i cittadini che, in una petizione accompagnata da oltre un centinaio di firme, denunciano che la pianificazione dell'impianto di cogenerazione non è stata condivisa con i residenti e chiedono al Sindaco un incontro pubblico in cui venga fatta chiarezza sui lavori in corso e soprattutto sul piano complessivo delle opere che interessano la zona.