venerdì 29 marzo 2013

Affidati a Meneghel gli incarichi di Bertipaglia

Da "Il Mattino di Padova" del 28 marzo 2013:

La giunta comunale ha affidato a Riccardo Meneghel, architetto di fiducia, l’incarico di responsabile unico del procedimento per i lavori di realizzazione del centro sportivo polivalente Cinque cerchi.
Meneghel era già stato chiamato in Comune nel 2010, in qualità di collaboratore esterno. Sostituito poi nel 2012 da Olindo Bertipaglia, ex sindaco e vicesindaco di Polverara, che nel frattempo aveva rimesso le deleghe consiliari affidategli dal sindaco Sabrina Rampin. Un incarico che Bertipaglia ha seguito fino alla settimana scorsa, quando ha rassegnato le dimissioni. Un gesto maturato a seguito della vicenda che gli è costata una denuncia per diffamazione pluriaggravata. Bertipaglia infatti è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria nei confronti del sindaco di Saonara, inviata da uno dei computer del municipio di Polverara.
«L’architetto Meneghel» ha dichiarato il sindaco Rampin «è dotato delle caratteristiche professionali necessarie all’espletamento dell’incarico che gli è stato affidato, nonché di adeguata esperienza in materia, dal momento che ricopre, tra l’altro, lo stesso incarico per altre opere pubbliche del Comune di Polverara». Percepirà, come Bertipaglia, non più di 20 mila euro l’anno. (m.m.)

giovedì 28 marzo 2013

Protesta per le Poste lumaca a Polverara

Da "Il Mattino di Padova" del 27 marzo 2013:

Troppi ritardi nella consegna della corrispondenza. E scatta la protesta. Pazienza per le cartoline, che spesso arrivano quando il mittente è rientrato da settimane e l’abbronzatura inizia a sbiadire. Ma quando si tratta di bollette la scocciatura diventa problema. Così il sindaco Sabrina Rampin, interprete del malcontento diffuso tra i suoi concittadini, presa carta e penna ha inviato lettera di denuncia alla direzione provinciale di Poste Italiane.
«Le bollette», ha spiegato il primo cittadino, «vengono imbucate nella cassetta delle lettere ormai scadute e i cittadini si ritrovano a pagare la mora per il ritardo del pagamento». La situazione non migliora quando si parla di personale. «All’ufficio postale», spiega il sindaco, «si creano troppo spesso lunghe code agli sportelli, soprattutto quando uno dei due impiegati è impegnato in mansioni di back-office e quindi resta un solo operatore effettivamente disponibile al pubblico. I postini addetti alla consegna della corrispondenza», aggiunge, «vengono cambiati in continuazione e pervengono segnalazioni di posta lasciata ad abitazioni diverse, probabilmente perché queste continue sostituzioni non permettono la memorizzazione delle vie e dei numeri civici del territorio». L’auspicio del sindaco «è quello di trovare una soluzione in tempi abbastanza brevi e risolvere al meglio queste problematiche per consentire una migliore gestione del servizio».
(Martina Maniero)

mercoledì 27 marzo 2013

«Ridare l’incarico a Bertipaglia era inopportuno»

Da "Il Mattino di Padova" del 26 marzo 2013:

Resta alta la tensione su quello che è stato rinominato il “Caso Bertipaglia”. I consiglieri di opposizione Enrico Sturaro e Francesca Fasolo (Polverara cambia) annunciano un nuovo esposto alla Procura della Repubblica, al Prefetto e alla Corte dei Conti per chiedere la verifica della procedura di assunzione di Olindo Bertipaglia, nominato ad agosto consulente all’ufficio Edilizia pubblica del Comune di Polverara. Bertipaglia ha rimesso l’incarico giovedì scorso, a seguito della vicenda che gli è costata una denuncia per diffamazione pluriaggravata: è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria ai danni del sindaco di Saonara, Walter Stefan. La mail sotto accusa risulta inviata da un computer del municipio di Polverara. Con questo nuovo esposto i consiglieri non solo chiedono alle autorità la verifica della regolarità degli atti, ma contestano «l’inopportunità di assegnare questo incarico, tra l’altro senza concorso pubblico, ad un ex amministratore comunale».
Bertipaglia è stato sindaco a Polverara per due mandati consecutivi e in seguito vice per tre anni, fino alla decisione, poco fortunata, di correre alle amministrative di Saonara. Motivo per il quale nel marzo del 2012 aveva rimesso le deleghe consiliari. Salvo poi essere assunto nuovamente in Comune ad agosto. «Alla luce dei nuovi fatti» evidenziano i due consiglieri «emerge la mancanza di controllo da parte dell’amministrazione, e del sindaco in particolare, sull’operato del geometra Bertipaglia, il quale, come più volte segnalato dal nostro gruppo consiliare, aveva libero accesso alle strutture del municipio, anche al di fuori dell’orario di apertura. Questo a nostro avviso è quanto mai grave». Una questione sulla quale vogliono vederci chiaro.
(Martina Maniero)

lunedì 25 marzo 2013

Bufera sulla consulenza. Bertipaglia si dimette

E' di venerdì scorso la notizia che Olindo Bertipaglia si è dimesso dall'incarico di consulente esterno all'ufficio Edilizia Pubblica del comune: un gesto di buon senso e forse anche dovuto nei confronti non solo dell'Amministrazione comunale ma anche dei cittadini di Polverara che, fino agli ultimi eventi, gli hanno sempre dato fiducia. Meno comprensibile invece il comportamento del Sindaco Rampin che in un articolo de "Il Mattino di Padova" ha dichiarato: "Al termine della sua collaborazione valuteremo se riconfermare o meno l’incarico" e ha successivamente preso le distanze dalla vicenda, come se non fosse compito di un sindaco prendere provvedimenti in merito a fatti così gravi accaduti all'interno dei propri uffici comunali.
Lo Statuto del nostro Comune prevede infatti tra le funzioni del sindaco la sovrintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici comunali, la cura dell'osservanza dei Regolamenti, la sospensione nei casi previsti dalla legge o dal Regolamento dei dipendenti del comune.

Riporto da "Il Mattino di Padova" del 22 marzo 2013:

POLVERARA. Olindo Bertipaglia ha rimesso l’incarico di consulente esterno all’ufficio Edilizia pubblica del Comune. Lo ha fatto ieri pomeriggio, depositando una lettera di dimissioni sulla scrivania del sindaco Sabrina Rampin. A riferirlo è quest’ultima. Una richiesta, in questo senso, era stata sollecitata solo poche ore prima dal consigliere di opposizione Marta Melina, che aveva chiesto al sindaco di prendere seri provvedimenti in merito. Bertipaglia, consigliere di opposizione a Saonara e consigliere provinciale Pdl, si è dimesso dopo lo scandalo che gli è costato una denuncia per diffamazione pluriaggravata: è stato riconosciuto autore di una mail diffamatoria ai danni del sindaco di Saonara, Walter Stefan. La mail incriminata risulta inviata da un computer del municipio di Polverara. «Un fatto grave», aveva commentato Melina, «che ha arrecato danno anche all’immagine dell’intera amministrazione comunale».
Bertipaglia, già sindaco a Polverara per due mandati consecutivi e vice per tre anni, ad agosto dello scorso anno era stato nominato responsabile unico del procedimento all’interno del processo di realizzazione di alcune opere pubbliche sul territorio comunale. Mansioni retribuite da contratto fino a un massimo di 20 mila euro l’anno. Mica bruscolini. Una decisione, quella di affidare l’incarico proprio a Bertipaglia, che aveva fatto storcere il naso a più di qualcuno.
Come a dire: fuori dalla porta e dentro dalla finestra. Il sindaco Rampin prende le distanze dall’accaduto, ribadendo l’assoluta estraneità all’intera vicenda. Pur dichiarandosi sbigottita per l’episodio, il primo cittadino si schiera a difesa di Bertipaglia, almeno per quanto riguarda l’esperienza e le capacità professionali per i compiti assegnatigli da agosto a oggi, sulle quali, ha detto «non vi è nulla da osservare».
«Per non pesare sulle spese del personale dell’ente», ha tenuto a precisare il primo cittadino, «Bertipaglia non è stato inserito nello staff del sindaco, ma è stato assunto in qualità di consulente esterno, figura professionale di cui, peraltro, il Comune si è sempre servito».
Quanto ai compensi, «vengono stabiliti per legge», ha detto, «si tratta di percentuali assegnate al responsabile in base alle opere pubbliche realizzate». (Martina Maniero)

giovedì 21 marzo 2013

Richiesta la revoca di Bertipaglia dall'incarico come consulente tecnico per i Lavori pubblici

Ieri la stampa locale ha dato notizia che Olindo Bertipaglia, consulente tecnico all'interno dell'Ufficio Edilizia Pubblica del Comune di Polverara, usufruendo di un computer del municipio, ha mandato, a decine di cittadini e componenti della giunta comunale di Saonara, una mail contenente accuse ed ingiurie contro il Sindaco di Saonara, atto per cui è stato denunciato dal diretto interessato per diffamazione pluriaggravata.
Ritenendo grave che un collaboratore esterno, nonchè ex sindaco e vicesindaco, abbia utilizzato in modo improprio gli uffici e le attrezzature messe a sua disposizione dal Comune di Polverara, servendosene per scopi personali moralmente condannabili e non per ragioni d’ufficio, abbiamo richiesto la sua revoca immediata dall’incarico.
Certamente il gesto compiuto verso il Sindaco di Saonara troverà adeguate conseguenze da parte dell'Autorità giudiziaria, ma lo scorretto comportamento professionale messo in atto da Bertipaglia ha, di fatto, arrecato danno anche all’immagine pubblica dell’intera amministrazione del Comune di Polverara.
La cosa ci sconcerta e allo stesso tempo non può di certo lasciarci indifferenti.
Ora attediamo solo la risposta da parte del Sindaco e della Giunta comunale. Abbiamo anche chiesto, in caso la nostra domanda di revoca non venga accolta, di motivare le decisioni dell’Amministrazione e di specificare quali altri eventuali provvedimenti si intenda intraprendere in merito alla vicenda.

È Bertipaglia il “corvo” di Saonara. Aveva scritto una mail contenente accuse e ingiurie al sindaco. Denunciato per diffamazione pluriaggravata

Riporto da "Il Mattino di Padova" del 20 marzo 2013 un articolo che riguarda Saonara ma coinvolge anche il Comune di Polverara:

SAONARA. Porta un nome molto noto l’autore della mail anonima contro il sindaco Walter Stefan diffusa a Saonara lo scorso 23 gennaio: si tratta di Olindo Bertipaglia, consigliere comunale Pdl e per dieci anni sindaco di Polverara. Olindo Bertipaglia è stato denunciato per diffamazione pluriaggravata, e il fascicolo aperto a suo carico è già stato depositato al Tribunale di Padova. Le indagini dei carabinieri di Legnaro, presso i quali quindici giorni or sono il sindaco di Saonara aveva presentato una denuncia contro ignoti, hanno messo insieme diversi indizi di colpevolezza nei confronti dell’ex sindaco di Polverara, scoprendo tra l’altro che la mail diffamatoria, inviata a decine di cittadini e anche a componenti della giunta comunale, era partita da un computer del Comune di Polverara. Ulteriori indagini hanno poi confermato gli indizi emersi contro Olindo Bertipaglia, che in seguito ha ammesso le sue responsabilità.
La notizia ha lasciato sbigottito e incredulo l’intero paese di Saonara dove Bertipaglia è conosciutissimo, e dove nessuno riesce a dare una spiegazione plausibile di questo gesto. Lunedì Olindo Bertipaglia ha cercato invano di ottenere un colloquio con Walter Stefan, che invece ha rifiutato di incontrarlo. Visibilmente amareggiato, il sindaco di Saonara per il momento non vuole parlare di una vicenda che lo ha molto scosso. Dopo aver conosciuto il nome di chi l’aveva violentemente diffamato via mail, il sindaco ha addirittura spento i suoi cellulari, isolandosi per alcune ore in casa sua. «Commenterò domani, adesso l’onda dell’emozione sarebbe troppo forte. Ringrazio i carabinieri di Legnaro e Piove di Sacco per il lavoro che hanno svolto», è tutto ciò che il sindaco riesce a dire dopo aver ricordato gli anni di militanza politica nel Pdl con Bertipaglia e il lungo periodo passato seduti fianco a fianco in Consiglio provinciale.
Nella mail del 23 gennaio, Walter Stefan veniva bollato con espressioni ingiuriose, e gli venivano attribuiti abusi politici di vario genere. Gli occhi di tutta Saonara sono ora puntati sull’auditorium di Villatora, dove alle 18,30 di oggi è in programma una seduta del Consiglio comunale. Si attende di sapere se Olindo Bertipaglia coglierà l’occasione per porgere le sue scuse al sindaco, e soprattutto se quest’ultimo le accetterà. (Patrizia Rossetti)

giovedì 14 marzo 2013

Approvato il progetto esecutivo della nuova rete di teleriscaldamento: quando i fatti smentiscono le parole

Martedì 12 marzo Verdenergia esco srl ha presentato al protocollo del Comune di Polverara il progetto esecutivo della nuova rete di teleriscaldamento allacciata al biogas di via Vecchia: simultanea l'approvazione della Giunta comunale nello stesso giorno.
Secondo quanto riporta la delibera, il progetto prevede la realizzazione di:
- una rete di 3,5 Km in ampliamento di quella esistente, da realizzarsi nel sottosuolo pubblico dall'impianto a biogas in via Vecchia e l’incrocio di via Canonica con via Vivaldi dove è previsto l’innesto con la rete di
teleriscaldamento esistente;
- una stazione di rilancio per poter vettoriare il fluido dall’impianto di produzione di via Vecchia alle utenze pubbliche e private, costituita da un vano tecnico atto a contenere i collettori di mandata e ritorno su cui verranno installate le pompe di rilancio e altri organi di controllo, taratura e scurezza necessaria.
Nel documento si precisa inoltre che:
- la realizzazione dell’intervento sarà interamente curata da Verdenergia e l’amministrazione comunale non concorrerà in via diretta in alcun modo al finanziamento dell’intervento e pertanto la presente non prevede e comporta impegni di spesa;
- la realizzazione dell’opera non comporta necessità né di variazione allo strumento urbanistico né di avvio della procedura espropriativa;
- la rete e le infrastrutture di teleriscaldamento di cui al presente progetto sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria e pertanto come tali opere di pubblica utilità;
- l’approvazione del progetto esecutivo costituisce titolo abilitativo sotto il profilo edilizio, urbanistico e paesaggistico-ambientale.
A disposizione della società, al fine del rispetto delle condizioni per l’erogazione alla stessa del contributo europeo di quasi un milione di euro ottenuto dal Comune, l'amministrazione comunale mette a disposizione il sottosuolo pubblico della viabilità interessata dai lavori e il calore generato dall’impianto a biogas di via Vecchia.

Ritengo che quest'atto dimostri ancora una volta da parte dell'amministrazione la mancanza di disponibilità al dialogo e alla condivisione di idee con i cittadini.
Solo sette giorni prima, all'incontro del 5 marzo tra tecnici, giunta comunale, consiglieri di minoranza, rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta su biogas e progetti annessi, le risposte relative al progetto di teleriscaldamento previsto erano state piuttosto vaghe: non era ancora definito nè per Verdenergia, nè per l'amministrazione comunale il percorso della rete, di chi fosse la proprietà, come fare a reperire i soldi per realizzarla. Non esisteva ancora il progetto esecutivo, poi depositato e approvato dopo una settimana.
E' da ricordare anche che il sindaco, con il consenso e l'appoggio di tutti i presenti alla riunione, si era presa l'impegno di mandare ai residenti della zona un'informativa sul teleriscaldamento per richiedere anche chi fosse interessato ad allacciarsi, così da studiare e progettare il percorso più consono e adeguato alle esigenze dei cittadini.
Insomma ancora una volta le parole affermano, i fatti smentiscono!

mercoledì 13 marzo 2013

Bretella sud, si riparte

da "Il Mattino di Padova" dell'11 marzo 2013:

POLVERARA. Dovrebbero riprendere il prossimo 18 marzo i lavori di completamento della Bretella sud, strada di collegamento tra le provinciali 35 “Volparo” e 30 “Bertipaglia”.
Il cantiere è fermo da febbraio 2010. Da quando il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato da alcuni cittadini (tra questi parte dei proprietari dei terreni interessati al passaggio della superstrada), ha riscontrato una serie di vizi di forma nella procedura adottata dal Comune per l’approvazione della variante al Piano regolatore.
In buona sostanza l’amministrazione si sarebbe servita di un “iter semplificato”, ma applicabile solo ad interventi dai costi, per così dire, contenuti. Sull’opera, per mezzo di un esposto di alcuni cittadini, è stato avviato anche un procedimento alla Corte dei Conti, allo scopo di valutare se la gestione dell’opera e l’avvio dei lavori abbiano comportato un danno per le finanze di Comune e Provincia.
In precedenza infatti, contro il progetto, era stato presentato un ricorso al Tar del Veneto, che però nel 2009 aveva respinto le istanze degli appellanti. La sentenza è stata quindi impugnata e portata al tavolo del Consiglio di Stato per un nuovo esame. Ma i lavori intanto sono partiti, e portati avanti fino allo stop del 2010.
Da qui riprende, dunque, l’iter burocratico, stavolta seguendo la procedura corretta. «Ora si è pronti per ricantierare l’intervento» ha confermato il sindaco Sabrina Rampin «il progetto rimane esattamente lo stesso, così come l’impresa impegnata nei lavori».
«Certo» ha aggiunto il primo cittadino, «resta il rammarico per un contenzioso durato ben due anni e costato, in termini di spese legali, all’intera collettività». Un iter lungo e travagliato quello che ha interessato la Bretella, iniziato nel 2006, e contestato in più riprese, con mozioni e interrogazioni discusse in Comune, Provincia e persino Regione.
L’opera plurimilionaria costerà complessivamente 2 milioni 650 mila euro, finanziati per l’80% dalla Provincia (2 milioni 410 mila euro); per 190 mila euro dalla Regione e per i restanti 58 mila dal Comune. Ora non resta che attendere gli sviluppi, perché per la Bretella non è ancora detta l’ultima parola. Manca infatti il parere della Corte dei Conti, che potrebbe ripetere quanto fatto dal Consiglio di Stato nel 2010, bloccando quindi (nuovamente) i lavori. Un’ipotesi tuttavia, a detta dell’amministrazione, assai poco probabile. (Martina Maniero)

Biogas, che fine farà il terreno comunale?

da "Il Mattino di Padova" del 9 marzo 2013:

«Prendiamo atto della decisione del sindaco di sospendere il progetto della centrale a biomassa, comunicata al consiglio comunale e ai rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta. Restano comunque aperti degli interrogativi e ci sono impegni ben precisi da prendere. Insomma, non finisce qui». I consiglieri di opposizione Enrico Sturaro, Francesca Fasolo e Marta Melina, dopo aver ascoltato le relazioni dei tecnici della Polverara Biogas, della Sesa di Este e di Verdenergia sugli interventi previsti in via Vecchia, pongono altre domande, proprio a partire dall’annuncio dello stop alla centrale a biomassa. «Noi chiediamo che il progetto dell’impianto accanto al biogas di via Vecchia» spiega Sturaro «venga archiviato definitivamente. Però resta aperta una questione non di poco conto. Il Comune infatti ha acquistato per 105 mila euro un terreno da destinare a deposito delle ramaglie e del verde che sarebbe finito nella centrale. Vogliamo garanzie che quel terreno torni agricolo o sia usato per qualcosa che non siano altri impianti o depositi. Inoltre chiediamo che venga approvato un regolamento comunale per mettere un limite a possibili sviluppi di impianti del genere, specialmente in quella zona, proprio per evitare le concentrazioni. Queste due richieste non possono essere liquidate con le promesse, chiediamo che gli impegni vengano formalizzati nelle modalità previste dalla pubblica amministrazione». Marta Melina aggiunge che la questione va comunque affrontata a livello sovracomunale, coinvolgendo anche Bovolenta. «Non possiamo pensare che ci sia un muro che separa i due paesi. I residenti in via Vecchia e dintorni condividono gli stessi problemi e timori, si pongono le stesse domande». (Nicola Stievano)

giovedì 7 marzo 2013

Boom di richeste per il centro di aggregazione....e l'agibilità?

Alcuni giorni fa è apparso su "Il Mattino di Padova" un articolo riguardante il centro ricreativo di Polverara di viale dello Sport. Si parlava di un boom di richieste, anche dai comuni limitrofi, per l'utilizzo della struttura da parte di associazioni, compagnie teatrali, gruppi musicali ma anche tanti cittadini che chiedono di poter affittare gli spazi per feste di compleanno, cerimonie, balli di gruppo e lezioni di ginnastica.
Con una richiesta agli uffici comunali abbiamo appurato che, al momento, il centro ricreativo è privo di agibilità e il Sindaco ha rilasciato, in qualità di Responsabile del Servizio per l'Area Lavori Pubblici, un'autorizzazione all'utilizzo temporaneo dell'edificio. Riguardo proprio a questo documento, nello scorso consiglio comunale, abbiamo presentato un'interrogazione chiedendo informazioni sulla capienza massima di persone prevista per l'edificio e sulla verifica delle condizioni di solidità, sicurezza e igiene dei locali in questione.
Il Sindaco ha risposto di essersi attenuta a quanto attestato dal direttore dei lavori e dal progettista del centro e di aver utilizzato una modulistica usata anche da un comune contermine. Ha dichiarato che l'autorizzazione provvisoria è stata rilasciata in attesa dell'agibilità da parte dei Vigili del Fuoco, che però non sono stati interpellati dall'amministrazione comunale così come non è stata convocata una "Commissione comunale di vigilanza sui locali /impianti di pubblico spettacolo", prevista quando in un edificio si organizzano manifestazioni con una capienza maggiore di 200 persone (art. 80 del T.U.L.P.S. - Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e art. 141 - 141/Bis del Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S. 18 giugno 1931, n° 773 - approvato con R.D. 6 maggio 1940, n° 635, come modificato dell'articolo 4 del D.P.R. 28 maggio 2001, n° 311).
Rampin ha confermato che l'edificio può ospitare un numero superiore di 200 persone in quanto dotato di porte e uscite di emergenza adeguate.
Allora perchè non convocare e attendere il parere della commissione comunale di vigilanza, così come prevede la legge? E nel malaugurato caso dovesse succedere qualcosa, chi ne avrà la responsabilità? Il Sindaco ha replicato che ne risponderà chi avrà superato le 200 unità e che lei personalmente non è mai andata a contare le persone che hanno avuto accesso agli eventi finora organizzati.
Peccato però che nella sua autorizzazione non sia specificato questo limite di accesso all'edificio e che le manifestazioni già svolte nel centro di aggregazione negli ultimi mesi prevedessero l'ingresso libero, non entrate a numero chiuso dei partecipanti!
Tenuto conto che il Sindaco è il primo responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini, abbiamo suggerito all'amministrazione comunale di verificare le autorizzazioni e la normativa in merito alla fruizione di spazi così importanti.

Centrale a biomasse in stand-by


Riporto alcuni articoli dai quotidiani locali di oggi.

Da "Il Mattino di Padova":
Polverara ferma la biomassa
Il Sindaco: "Condizioni cambiate, il teleriscaldamento verrà dal biogas"

Niente centrale a biomasse in via Vecchia, almeno per il momento. L’impianto di poco meno di un megawatt di potenza, progettato dalla Verdenergia, società controllata dal Comune di Polverara, e autorizzata un paio di mesi fa dalla Regione per ottenere calore dalle ramaglie e dal legname è stato messo in stand-by.
Ad annunciarlo è stata Sabrina Rampin, sindaco di Polverara, durante l’incontro con il consiglio comunale, i rappresentanti dei comitati e i tecnici della Polverara Biogas.
Dopo aver discusso i dettagli tecnici dell’impianto di biogas con gli esperti, il sindaco ha spiegato che per adesso il progetto della centrale a biomasse, prevista accanto al biodigestore, resterà in un cassetto. «L’idea di ricavare calore dagli scarti del verde» ricorda Sabrina Rampin «era stata concepita qualche anno fa quando dalle aziende florovivaistiche della zona era arrivata la richiesta di un impianto. In attesa dell’autorizzazione definitiva la situazione è cambiata e, a causa della crisi, la quantità di materia prima disponibile è sensibilmente diminuita. Per questo abbiamo chiesto alla società Verdenergia di sospendere l’iniziativa e di rivedere le dimensioni dell’impianto. Vogliamo ragionare sul progetto con più calma perché le condizioni sono cambiate». Quindi per adesso in via Vecchia verrà portato a termine l’impianto di biogas al quale il Comune ha intenzione di collegare la nuova rete di teleriscaldamento che inizialmente doveva allacciarsi all’impianto a biomasse. Una marcia indietro che non dispiacerà ai residenti di Polverara e Bovolenta preoccupati per l’impatto ambientale. «A noi interessa portare il calore verso il centro del paese» continua il sindaco «e il biodigestore risponde a questa esigenza. I tecnici della Polverara Biogas hanno illustrato ai consiglieri i dettagli tecnici del progetto, spiegando che i liquami, l’insilato di mais e il sorgo arriveranno da aziende agricole presenti nel raggio di una ventina di chilometri, disponibili a ritirare il biodigestato».
Dall’opposizione Marta Melina ribadisce che restano ancora aspetti da chiarire. (Nicola Stievano)



Da "Il Gazzettino":

martedì 5 marzo 2013

Commissione consiliare stasera sul biogas

Stasera si riunisce in Casa delle Associazioni la commissione consiliare per valutare il progetto dell'impianto a biogas in fase di avviamento in Via Vecchia.
La partecipazione è allargata a tutti i consiglieri comunali, al Sindaco, ai rappresentanti dei comitati di Polverara e Bovolenta e ai tecnici di Polverara Biogas, la società che sta realizzando l'impianto.
Sarà prossimamente convocata poi un'altra commissione sulla centrale a biomasse, che è prevista sempre in via Vecchia accanto al biodigestore e sarà collegata alla rete di teleriscaldamento. A questo incontro parteciperanno i tecnici di Verdenergia esco, la società partecipata dal Comune di Polverara, che ha già ottenuto l'autorizzazione al progetto da parte della Regione Veneto.
Le due iniziative sono strettamente collegate e sorgono ai confini con il Comune di Bovolenta, in una zona dove sono già presenti altri due impianti a biogas.