martedì 26 febbraio 2013

Gli impianti a biogas infiammano l'assemblea

Riporto l'articolo da "Il Mattino di Padova" del 24 febbraio 2013 con una precisazione riguardo al mio intervento in cui non mi sono riferita ai costi per la centrale a biomassa, come detto sotto, ma a quelli per la rete di teleriscaldamento, per la quale è stato ottenuto un contributo di € 921.775,00 a fronte di un investimento massimo ammissibile di € 1.908.550,00 e costi ammissibili per € 1.843.550,00. Va da sè quindi che il contributo copre solo metà della spesa per la realizzazione della rete.

POLVERARA. Biogas, biomasse e forno crematorio, una miscela esplosiva che ha infiammato l’affollata assemblea pubblica organizzata dal Comune a Polverara e che si è protratta per oltre tre ore e mezzo.
La Casa delle Associazioni ha accolto a fatica i residenti che volevano saperne di più del “polo energetico” di via Vecchia, ma anche delle iniziative messe in piedi nella confinante Bovolenta. In questa fascia di territorio in poche centinaia di metri convivono impianti già esistenti ai quali si aggiungeranno la centrale a biomasse e il forno crematorio a Brusadure.
Fino a mezzanotte e mezza il sindaco di Polverara, Sabrina Rampin (doveva esserci anche il collega di Bovolenta Vittorio Meneghello, il quale però ha dato forfait), il docente universitario esperto di biogas e i responsabili delle società che stanno costruendo gli impianti in via Vecchia sono stati bersagliati da domande a raffica, prese di posizioni polemiche, critiche più o meno aspre, ma hanno raccolto anche posizioni a loro difesa. I residenti, in pratica, vogliono vederci chiaro, vogliono capire cosa succederà accanto alle loro abitazioni e la qualità dell’aria che respireranno. Del resto, l’enorme partecipazione dimostra l’interesse che questi argomenti generano negli abitanti dei paesi contermini.
Non sono mancate contestazioni aperte, chiare, nei confronti dell’amministrazione. E il sindaco si è accollata ogni responsabilità. Il tutto con il contorno di alcuni cartelli di protesta alzati nei momenti più “caldi” della riunione.
«Siamo qui per smentire le diffamazioni e le falsità messe in giro da chi è andato a raccogliere le firme contro l’impianto di biogas», esordisce il sindaco Rampin, accendendo così subito la miccia delle contestazioni. «Chiediamo chiarezza» ribatte Enrico Sturaro, consigliere di opposizione «peccato che non ci sia il sindaco di Bovolenta perché il problema è sovracomunale. Nel raggio di poche centinaia di metri ci troveremo con più impianti di biogas, e quello in questione non è collegato ad alcuna azienda agricola del territorio. Non abbiamo ancora visto i dettagli del progetto e ricevuto risposta alle domande puntuali sulla provenienza dell’insilato e dei liquami, sul traffico generato, sui contratti di fornitura, sull’impiego del digestato. Di centrale a biomasse ne abbiamo già una, costata un milione di euro. Quanto al teleriscaldamento vogliamo sapere quante famiglie raggiungerà, quante nuove abitazioni riscalderà».
Marta Melina, anche lei all’opposizione, aggiunge che per costruire la centrale a biomasse bisognerà trovare un altro milione di euro oltre ai 900 mila euro di contributo. Il sindaco ribatte alle osservazioni, spiega, puntualizza, chiedendo il supporto dei tecnici della Polverara Biogas e di Verdenergia, la società controllata dai Comuni che si occuperà della entrale a biomasse.
«Al biogas il Comune non poteva opporsi, ma mettere dei vincoli, come abbiamo fatto puntualmente, e chiedere delle agevolazioni, come ad esempio il calore gratis per il teleriscaldamento. Al termine dei lavori via Vecchia sarà riasfaltata e ci saranno anche dei nuovi lampioni».
L’ingegner Angelo Mandato, numero uno della Polverara Biogas, conferma che non ci sono segreti dietro all’intera operazione: «I documenti sono a disposizione di tutti, siamo pronti a fornire tutte le informazioni su un sistema virtuoso che produce energia, inquina meno di un camion e, grazie al teleriscaldamento, consente di spegnere decine di caldaie. Questo biodigestore usa le migliori tecnologie ed è sicuro, non potrà funzionare con gli scarti di cucina. Le autobotti con i liquami arriveranno dalle stalle di Terrassa e Salboro». Ma al pubblico non basta: « A che prezzo tutto questo?» ribatte la gente, preoccupata per gli odori, il traffico e le emissioni. «E poi perché autorizzare anche la centrale a biomasse? Quante persone beneficeranno del teleriscaldamento?». Ormai è tardi, il faccia a faccia è aggiornato ad un secondo round. (Nicola Stievano)

venerdì 22 febbraio 2013

Incontro pubblico stasera su biogas, cogenerazione e teleriscaldamento

Stasera, alle 20.45 in Casa delle Associazioni, il sindaco Sabrina Rampin spiegherà ai cittadini i dettagli relativi agli impianti di biogas, di cogenerazione e alla rete di teleriscaldamento in progettazione e realizzazione in via Vecchia a Polverara.
Interverranno anche il prof. Guercini del Dipartimento TESAF Agripolis, il presidente di Verdenergia Esco srl, Freddy Sambin, e l'ingegnere Angelo Mandato in qualità di tecnico della ditta Polverara Biogas e  che rappresenta di fatto la proprietà della società e sta realizzando altri impianti simili in Veneto.
A loro saranno rivolte le domande emerse fra residenti, consiglieri di opposizione e comitati nella riunione di venerdì scorso.
L'assemblea pubblica, afferma il sindaco Rampin in un articolo apparso ieri nel "Mattino di Padova", servirà anche a «smentire la disinformazione e il procurato allarme creato dai membri del comitato che ha raccolto 132  firme, metà delle quali di Bovolenta, raccontando delle falsità sulla materia prima che avrebbe alimentato l’impianto, generando ingiustificata preoccupazione parlando di carcasse di animali, resti di concerie vicentine e rifiuti ospedalieri. Alcuni dei firmatari mi hanno scritto, altri sono venuti in ufficio o mi hanno telefonato dicendo che chi era passato aveva "estorto" loro la firma con la menzogna e che a seguito del volantino che ho inviato in tutte le case si sono resi conto che avevano avuto informazioni volutamente false. Quindi mi hanno chiesto di non considerare le loro firme».

"Sul polo energetico vogliamo vederci chiaro"

da "Il Mattino di Padova" del 13 febbraio 2013:

Tante domande, tanti interrogativi sul “polo energetico” di via Vecchia, dove l’impianto di biogas ormai è prossimo ad entrare in esercizio e la centrale a biomasse ha già ottenuto l’autorizzazione regionale. A completare il quadro ci sarà la rete di teleriscaldamento che dovrebbe convogliare il calore nelle aree residenziali e produttive del paese. Fin qui le intenzioni, ma i residenti e le opposizioni consiliari vogliono vederci chiaro per capire quali riflessi avrà un intervento così articolato.
Da dove arriverà la materia prima per gli impianti?Quanti camion transiteranno lungo la strada di campagna ogni giorno? Chi potrà beneficiare della rete di teleriscaldamento? Come verranno controllate le emissioni della caldaia a biomasse? Dove finirà il digestato? Che ruolo avranno le aziende agricole? Da dove arriveranno i liquami? Queste e molte altre domande sono state messe a punto venerdì sera durante un’affollata assemblea convocata dalle opposizioni in vista dell’incontro pubblico annunciato dal sindaco Sabrina Rampin entro la prossima settimana. Il Comune di Polverara infatti gioca un ruolo da protagonista nel nuovo “polo energetico” perché, attraverso la controllata Verdenergia ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per la caldaia a biomasse (un’atra è già in funzione in centro) e partecipa anche alla società “Polverara biogas” che sta costruendo il biodigestore. Oltre un centinaio di persone hanno risposto all’appello, dai residenti nella zona interessata dall’intervento ai comitati dei centri vicini, a partire da Bovolenta.
«Abbiamo tante domande da porre ai tecnici», spiega il consigliere di opposizione Enrico Sturaro, «e vogliamo anche vedere i progetti nel dettaglio, capire quali modifiche sono state apportate all’impianto di biogas rispetto alla progettazione preliminare. Chiederemo anche di poter vedere i contratti per la fornitura della materia prima e per la valorizzazione del biodigestato. Questi impianto sono sottoposti a regole ben precise, sulle quali vogliamo essere informati. Abbiamo tanto da chiedere anche sulla centrale a biomassa, sulla quale finora non si sa granché. Quanto al teleriscaldamento non è chiaro chi servirà la nuova rete, se le nuove abitazioni o anche quelle esistenti, oppure se il calore verrà convogliato in zona industriale».
(Nicola Stievano)

giovedì 7 febbraio 2013

Rampin: sul biogas chiarirò tutto

Da "Il Mattino di Padova" del 3 febbraio 2013:

Nel giro di qualche settimana l’impianto di biogas in via Vecchia entrerà in funzione. I lavori ormai sono a buon punto e, una volta completate le finiture, tutto sarà pronto per iniziare a produrre elettricità e calore. Nel frattempo, dopo le polemiche e le notizie dei giorni scorsi, il sindaco sta organizzando un’assemblea pubblica con i residenti di via Vecchia e tutti i cittadini interessati per spiegare i dettagli dell’iniziativa con l’aiuto di alcuni esperti, fra i quali un docente universitario.
Si parlerà anche della rete di teleriscaldamento finanziata con quasi un milione di euro di fondi europei e del nuovo progetto della centrale a biomasse, da costruire accanto all’impianto di biogas, approvata un mese fa dalla Regione. «Abbiamo a cuore tutti gli aspetti della vicenda» afferma Sabrina Rampin «e siamo convinti di questo progetto, ma naturalmente il nostro primo obiettivo è quello della massima chiarezza con i cittadini. È una questione importante e delicata, non ci deve essere spazio per un “non detto” o per aspetti che lascino dubbi. Per questo abbiamo deciso di parlare direttamente con i residenti e ascoltare le loro opinioni».
In questi giorni un gruppo di residenti ha raccolto oltre un centinaio di firme per protestare contro l’iniziativa che sta cambiando il volto alla campagna fra Polverara e Bovolenta. Il sindaco ricorda di aver già dedicato all’argomento un’assemblea l’anno scorso, alla quale però la partecipazione era stata piuttosto scarsa. «Erano presenti anche i rappresentanti della Polverara Biogas e affrontavamo anche le novità del piano casa, ma in sala ci saranno state una quarantina di persone. Comunque torniamo volentieri sull’argomento, per spiegare il funzionamento e lo sviluppo del progetto, che porterà benefici».
In questi giorni si è molto parlato anche del nuovo assetto della società, trasferita in provincia di Venezia, e del legame con imprenditori del settore ambientale, fra i quali Angelo Mandato, che è anche amministratore delegato della Sesa. «La ditta ha aperto a nuovi soci» spiega Rampin «specializzati in materia di energie rinnovabili ed in particolare nella tecnologia del biogas. Tra questi, anche Verdenergia Esco, società partecipata dal Comune di Polverara per il 36 per cento. Non ci siamo comunque limitati a concedere l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto ma siamo riusciti ad ottenere, a differenza di quanto avviene nella maggior parte dei casi, una serie di condizioni favorevoli. Ad esempio l’asfaltatura di tutta via Vecchia, la cessione gratuita di tutto il calore prodotto, acqua calda a 85 gradi che con il teleriscaldamento poteremo fino in centro e in zona artigianale, senza dimenticare le opportunità occupazionali per le ditte di Polverara coinvolte nella costruzione e messa in esercizio dell’impianto».
Sul fronte ambientale il sindaco ribadisce che il biodigestore userà solo prodotti agricoli, in particolare insilato di mais. «Nessun rifiuto verrà bruciato e non verrà emesso alcun odore rispetto a quelli prodotti dalle attività agricole. L’impianto non emetterà alcun tipo di sostanza nociva». (Nicola Stievano)

Polverara Biogas: Angelo Mandato, il regista

Da "Il Mattino di Padova" dell'1 febbraio 2013:

«L’impianto di biogas è agricolo e rimarrà tale. Vale a dire che la materia prima arriverà da aziende agricole del territorio. Si tratta di insilato di mais, sorgo, triticale, ma anche liquami zootecnici. Abbiamo diversi allevatori della zona interessati». Angelo Mandato, ingegnere, a.d. della Sesa nonché imprenditore del settore delle energie rinnovabili attraverso la partecipazione in società dedicate a questo scopo, ritiene che il progetto di Polverara abbia una marcia in più, la rete di teleriscaldamento. Da qui la decisione, insieme ad altri imprenditori del settore, di investire sull’impianto che, assicura, opererà esclusivamente nell’ambito agricolo. «Fra tutte le proposte abbiamo selezionato quella di Polverara» aggiunge Mandato «proprio per la volontà del Comune di ampliare il teleriscaldamento. Di fronte c’è anche un altro impianto di biogas, il cui calore attualmente viene disperso, che si potrebbe collegare alla rete». L’unico eventuale punto di contatto con la Sesa sta proprio nella gestione della rete di teleriscaldamento, visti gli ottimi risultati a Este e Ospedaletto. «Parecchi agricoltori e contoterzisti ci hanno chiesto una mano», continua Mandato «ma noi ci concentriamo su progetti come il teleriscaldamento». (Nicola Stievano)

Polverara Biogas: la gestione è in mano ad un pool di imprenditori padovani

Da "Il Mattino di Padova" dell'1 febbraio 2013:

"DA POLVERARA BIOGAS UN FILO ROSSO PORTA A SESA" di Nicola Stievano

La costruzione dell’impianto di biogas in via Vecchia procede a pieno ritmo e i lavori dovrebbero essere portati a termine in primavera. L’investimento si aggira sui 4 milioni di euro e se ne fa carico la Polverara Biogas, una Srl che ha trasferito la sede legale da Cartura a Mirano (Venezia) e che, nella sua composizione sociale, rimanda ad altre società legate a professionisti del settore energia e ambiente del Veneto, fra i quali spicca il nome di Angelo Mandato, amministratore delegato della Sesa, la società di servizi ambientali di Este.
Polverara biogas. La società che sta costruendo l’impianto in via Vecchia è stata costituita a Cartura nel febbraio 2011 con 12 mila euro di capitale da un pool di imprenditori padovani che avevano avviato una simile iniziativa anche a Conselve. La svolta è arrivata l’autunno scorso, con l’ingresso di nuovi soci, operanti nel settore energetico. Il capitale è passato a 66.667 euro, detenuto per oltre la metà, 34 mila euro, dalla Finam Group di Mirano, viale Stazione 80. È lo stesso indirizzo al quale verrà trasferita, a fine ottobre scorso, la sede legale della Polverara Biogas. Gli altri soci di un certo rilievo sono la Solarfotonica di Ponte San Nicolò e il veronese Giampietro Guzzo di Illasi, entrambi con 8.666 euro, seguiti dalla Leonardo Costruzioni di Albignasego (2.666 euro) e dai tre soci originari, Giovanni Lippi (amministratore fino al passaggio di sede), Thomas Caltarossa e Stefano Rango. Partecipa con l’1% anche Verdenergia, la società si scopo controllata dal Comune di Polverara, che ha appena ricevuto l’approvazione dalla Regione per la costruzione dell’impianto a biomasse sempre in via Vecchia. Piccole quote sono riservate ai proprietari del terreno. Il nuovo amministratore unico è Fabio Piovesan, 42 anni, imprenditore trevigiano.
Finam group. Il principale proprietario della Polverara Biogas, dunque, è una Spa con un lungo oggetto sociale, che va dalla gestione del finanziamento di società alla progettazione di impianti per la produzione di energia, dalla raccolta e trattamento dei rifiuti alla ristrutturazione edilizia, dai lavori stradali alla consulenza aziendale. Colpisce la consistenza del capitale sociale, 5 milioni di euro. I soci sono quattro: Angelo Mandato, l’amministratore della Sesa, con un capitale azionario di 2 milioni e 250 mila euro, la Eco Tecno Plan, azienda di progettazione, con 2,5 milioni di euro, la Tesi Spa con mezzo milione di euro e la Volano Srl con 250 mila euro. Amministratore unico è il veneziano Maurizio Simionato, 57 anni, che compare anche nell’organigramma della Sesa di Este come consigliere con delega alla sicurezza aziendale.