martedì 22 settembre 2009

“Scusate chi l’ha invitata?…abbia almeno il coraggio di dirlo!!!”

Questa la frase, riferita a me, con la quale il sindaco Rampin è sbottata giovedì sera scorso, 17 settembre, all’incontro tenutosi in Casa delle Associazioni. L’amministrazione comunale ha invitato i rappresentanti delle Associazioni per comunicare l’intenzione di creare un comitato che, a detta del sindaco, “faccia da collante tra le associazioni per la realizzazione della fiera e delle varie manifestazioni del paese” (vedi post precedente).
Fatto l’appello delle associazioni previste e accertata la loro presenza, Rampin si è poi rivolta a me chiedendomi a che titolo ero alla riunione. Ho ricordato quindi la mia nomina nello scorso consiglio comunale a rappresentante del comune, per la minoranza, nel direttivo della Proloco (così come previsto dallo statuto dell’associazione): nomina a quanto pare non sufficiente a giustificare la mia presenza alla serata poiché il sindaco ha poi voluto espressamente sapere chi aveva avuto “il coraggio” di invitarmi, cioè di informare una cittadina, nonché consigliere comunale, che nella Casa delle Associazioni, cioè in un luogo pubblico, si sarebbe tenuto un incontro riguardante il paese e le sue associazioni!
Tengo a precisare che erano presenti anche alcuni cittadini che non sono rappresentanti di alcuna associazione e a cui non è stato fatto il mio stesso “terzo grado”.
Le motivazioni, oggetto di discussione dei primi dieci minuti della serata, per cui, a parere del sindaco, non avrei dovuto esserci sono state che:
- avrebbero dovuto essere presenti anche gli altri rappresentanti del comune per la maggioranza nel direttivo della Proloco, Bellesso e Giraldin. Ho fatto notare che Bellesso era presente; Giraldin invece è arrivato più tardi.
- i rappresentanti del comune nel direttivo della Proloco non sono mai stati invitati prima agli incontri organizzativi delle manifestazioni. Ho ribadito che, a mio parere, questa consuetudine non va a precludere il fatto che dovessero essere invitati (mi chiedo altrimenti: a cosa servono???)
Dopo essersi ripromessa di rivedere quanto prima lo statuto della Proloco (cosa che non le spetta in quanto priva di cariche all’interno della stessa) e aver confermato il carattere pubblico della riunione, il sindaco ha chiuso la questione e mi è stato “consentito” di rimanere.
Trovo che quanto successo giovedì sia molto spiacevole e che sia giusto mettere a conoscenza i cittadini di questi comportamenti che di certo non si possono definire democratici. Al suo discorso di nomina Rampin ha ribadito la volontà di essere sindaco di tutti, ma mi chiedo come pensi di mettere in pratica questo buon proposito se sembrano esistere riunioni pubbliche a cui servono degli inviti speciali per essere presenti o se esistono cittadini di serie A, ai quali è concesso senza alcun problema prendere parte alle decisioni che riguardano il paese e le associazioni, e di serie B ai quali invece si fa una requisitoria sul perché siano presenti ad una semplice riunione.

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