da "Il Gazzettino di Padova" di giovedì 21 Luglio 2011:
(Gloria Cesarotto) Da una parte il crescente numero di famiglie che si rivolge ai Servizi sociali del paese per avere il nominativo di una badante per il proprio genitore, preferendo persone con esperienza, formazione e, soprattutto, di fiducia. Dall'altra tante donne, e tante italiane, in età adulta che, a causa della crisi, spesso vengono tagliate fuori dal mercato senza che esista una nuova opportunità di reinserimento e che, a loro volta, chiedono aiuto, una seconda chance.
È dall'unione di queste due diverse situazioni, ma complementari, che scaturisce la proposta del comune di Polverara di attivare dei corsi professionalizzanti per badanti, sia per italiane che straniere, realizzato in collaborazione con Anci Veneto e Federsanità.
«L'aumento della popolazione anziana implica la presenza sempre maggiore di un aiuto per l'assistenza degli anziani - spiega il sindaco, Sabrina Rampin - che non deve essere casuale e lasciata alla buona volontà e al buon senso delle persone. Lavorare con gli anziani non è facile come può sembrare, alcuni sono come i bambini e richiedono una particolare attenzione e predisposizione, sensibilità e pazienza. È importante che chi vi si avvicina abbia le dovute competenze e conoscenze di alcune regole minime per la cura della persona, perciò si è pensato ad un corso per badanti, sia straniere, ma anche italiane, perché in questo momento in cui l'attività lavorativa viene meno è importante ottimizzare tutte le opportunità».
Per ora l'iniziativa è ancora allo stadio embrionale, l'ente sta raccogliendo i nominativi delle interessate, che si possono recare all'ufficio Protocollo in municipio. Raccolto un numero minimo di adesioni, il corso potrà partire.
«Ritengo che la proposta sia un'ottima opportunità - continua il primo cittadino - per coloro che vogliono aumentare le proprie conoscenze e acquisire nuove abilità e capacità, senza alcuna distinzione tra italiane e straniere che per molti anni hanno costituito una risorsa importante e fondamentale per il nostro territorio. È una professione che richiede passione e predisposizione, perché il contatto con le persone in difficoltà può avere tante sfaccettature».
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