da "Il Mattino di Padova" del 27 maggio 2013:
POLVERARA. Tutti in sella per dire no al biogas, al forno crematorio e alla proliferazione di impianti in aperta campagna ma anche alla cementificazione selvaggia e alla speculazione che cancella il territorio. Quasi un centinaio i partecipanti alla biciclettata di ieri mattina lungo le strade del biogas e gli argini fra Polverara e Bovolenta. Una sfilata pacifica e colorata con ragazzi, genitori con bambini, giovani coppie, mobilitati per chiedere uno stop alla concentrazione di impianti di biogas e altre iniziative come il discusso forno crematorio a Brusadure, la frazione di Bovolenta a due passi da Polverara. Prima tappa del serpentone sulle due ruote il nuovo impianto di biogas in via Vecchia, entrato in funzione da qualche mese fra polemiche e proteste. Al suo fianco doveva sorgere una centrale a biomasse, su cui il Comune di recente ha fatto una parziale marcia indietro. «Via Vecchia è un colabrodo, lo abbiamo visto passandoci in bici» spiegano i manifestanti «piena di buche e molto pericolosa. L’azienda che ha costruito l’impianto si è impegnata a riasfaltare la strada, stiamo aspettando. Da valutare poi l’impatto dei mezzi pesanti che ogni giorno raggiungeranno l’impianto».
Non manca chi si lamenta per le folate di odori più volte avvertite in buona parte del paese. La biciclettata è poi proseguita lungo l’argine per concludersi a Polverara. Per una questione di autorizzazioni non è stato raggiunto il cimitero di Brusadure, dove è prevista la costruzione di un doppio forno crematorio. Un progetto su cui l’amministrazione di Bovolenta non intende fare marcia indietro nonostante la ferma opposizione dei residenti. (Nicola Stievano)
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