Riporto l'articolo da "Il Mattino di Padova" del 24 febbraio 2013 con una precisazione riguardo al mio intervento in cui non mi sono riferita ai costi per la centrale a biomassa, come detto sotto, ma a quelli per la rete di teleriscaldamento, per la quale è stato ottenuto un contributo di € 921.775,00 a fronte di un investimento massimo ammissibile di € 1.908.550,00 e costi ammissibili per € 1.843.550,00. Va da sè quindi che il contributo copre solo metà della spesa per la realizzazione della rete.
POLVERARA. Biogas, biomasse e forno crematorio, una miscela esplosiva che ha infiammato l’affollata assemblea pubblica organizzata dal Comune a Polverara e che si è protratta per oltre tre ore e mezzo.
La Casa delle Associazioni ha accolto a fatica i residenti che volevano saperne di più del “polo energetico” di via Vecchia, ma anche delle iniziative messe in piedi nella confinante Bovolenta. In questa fascia di territorio in poche centinaia di metri convivono impianti già esistenti ai quali si aggiungeranno la centrale a biomasse e il forno crematorio a Brusadure.
Fino a mezzanotte e mezza il sindaco di Polverara, Sabrina Rampin (doveva esserci anche il collega di Bovolenta Vittorio Meneghello, il quale però ha dato forfait), il docente universitario esperto di biogas e i responsabili delle società che stanno costruendo gli impianti in via Vecchia sono stati bersagliati da domande a raffica, prese di posizioni polemiche, critiche più o meno aspre, ma hanno raccolto anche posizioni a loro difesa. I residenti, in pratica, vogliono vederci chiaro, vogliono capire cosa succederà accanto alle loro abitazioni e la qualità dell’aria che respireranno. Del resto, l’enorme partecipazione dimostra l’interesse che questi argomenti generano negli abitanti dei paesi contermini.
Non sono mancate contestazioni aperte, chiare, nei confronti dell’amministrazione. E il sindaco si è accollata ogni responsabilità. Il tutto con il contorno di alcuni cartelli di protesta alzati nei momenti più “caldi” della riunione.
«Siamo qui per smentire le diffamazioni e le falsità messe in giro da chi è andato a raccogliere le firme contro l’impianto di biogas», esordisce il sindaco Rampin, accendendo così subito la miccia delle contestazioni. «Chiediamo chiarezza» ribatte Enrico Sturaro, consigliere di opposizione «peccato che non ci sia il sindaco di Bovolenta perché il problema è sovracomunale. Nel raggio di poche centinaia di metri ci troveremo con più impianti di biogas, e quello in questione non è collegato ad alcuna azienda agricola del territorio. Non abbiamo ancora visto i dettagli del progetto e ricevuto risposta alle domande puntuali sulla provenienza dell’insilato e dei liquami, sul traffico generato, sui contratti di fornitura, sull’impiego del digestato. Di centrale a biomasse ne abbiamo già una, costata un milione di euro. Quanto al teleriscaldamento vogliamo sapere quante famiglie raggiungerà, quante nuove abitazioni riscalderà».
Marta Melina, anche lei all’opposizione, aggiunge che per costruire la centrale a biomasse bisognerà trovare un altro milione di euro oltre ai 900 mila euro di contributo. Il sindaco ribatte alle osservazioni, spiega, puntualizza, chiedendo il supporto dei tecnici della Polverara Biogas e di Verdenergia, la società controllata dai Comuni che si occuperà della entrale a biomasse.
«Al biogas il Comune non poteva opporsi, ma mettere dei vincoli, come abbiamo fatto puntualmente, e chiedere delle agevolazioni, come ad esempio il calore gratis per il teleriscaldamento. Al termine dei lavori via Vecchia sarà riasfaltata e ci saranno anche dei nuovi lampioni».
L’ingegner Angelo Mandato, numero uno della Polverara Biogas, conferma che non ci sono segreti dietro all’intera operazione: «I documenti sono a disposizione di tutti, siamo pronti a fornire tutte le informazioni su un sistema virtuoso che produce energia, inquina meno di un camion e, grazie al teleriscaldamento, consente di spegnere decine di caldaie. Questo biodigestore usa le migliori tecnologie ed è sicuro, non potrà funzionare con gli scarti di cucina. Le autobotti con i liquami arriveranno dalle stalle di Terrassa e Salboro». Ma al pubblico non basta: « A che prezzo tutto questo?» ribatte la gente, preoccupata per gli odori, il traffico e le emissioni. «E poi perché autorizzare anche la centrale a biomasse? Quante persone beneficeranno del teleriscaldamento?». Ormai è tardi, il faccia a faccia è aggiornato ad un secondo round. (Nicola Stievano)
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