da "Il Mattino di Padova" del 13 febbraio 2013:
Tante domande, tanti interrogativi sul “polo energetico” di via Vecchia, dove l’impianto di biogas ormai è prossimo ad entrare in esercizio e la centrale a biomasse ha già ottenuto l’autorizzazione regionale. A completare il quadro ci sarà la rete di teleriscaldamento che dovrebbe convogliare il calore nelle aree residenziali e produttive del paese. Fin qui le intenzioni, ma i residenti e le opposizioni consiliari vogliono vederci chiaro per capire quali riflessi avrà un intervento così articolato.
Da dove arriverà la materia prima per gli impianti?Quanti camion transiteranno lungo la strada di campagna ogni giorno? Chi potrà beneficiare della rete di teleriscaldamento? Come verranno controllate le emissioni della caldaia a biomasse? Dove finirà il digestato? Che ruolo avranno le aziende agricole? Da dove arriveranno i liquami? Queste e molte altre domande sono state messe a punto venerdì sera durante un’affollata assemblea convocata dalle opposizioni in vista dell’incontro pubblico annunciato dal sindaco Sabrina Rampin entro la prossima settimana. Il Comune di Polverara infatti gioca un ruolo da protagonista nel nuovo “polo energetico” perché, attraverso la controllata Verdenergia ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per la caldaia a biomasse (un’atra è già in funzione in centro) e partecipa anche alla società “Polverara biogas” che sta costruendo il biodigestore. Oltre un centinaio di persone hanno risposto all’appello, dai residenti nella zona interessata dall’intervento ai comitati dei centri vicini, a partire da Bovolenta.
«Abbiamo tante domande da porre ai tecnici», spiega il consigliere di opposizione Enrico Sturaro, «e vogliamo anche vedere i progetti nel dettaglio, capire quali modifiche sono state apportate all’impianto di biogas rispetto alla progettazione preliminare. Chiederemo anche di poter vedere i contratti per la fornitura della materia prima e per la valorizzazione del biodigestato. Questi impianto sono sottoposti a regole ben precise, sulle quali vogliamo essere informati. Abbiamo tanto da chiedere anche sulla centrale a biomassa, sulla quale finora non si sa granché. Quanto al teleriscaldamento non è chiaro chi servirà la nuova rete, se le nuove abitazioni o anche quelle esistenti, oppure se il calore verrà convogliato in zona industriale».
(Nicola Stievano)
Nessun commento:
Posta un commento