domenica 29 novembre 2009

Sul teleriscaldamento...

Altra questione ampiamente discussa nell’ultimo consiglio comunale è stata il teleriscaldamento a biomassa. L’ordine del giorno relativo proponeva di approvare la modifica e integrazione della convenzione con il gestore a seguito dell’ampliamento della rete di distribuzione.
Il progetto di estensione della rete si sarebbe reso necessario a seguito delle numerose richieste da parte di cittadini e imprese costruttrici di servire con il teleriscaldamento le utenze dei nuovi insediamenti abitativi nelle seguenti aree di sviluppo: Piano Particolareggiato Canonica, Piano Particolareggiato dello Sport, Piano Particolareggiato San Fidenzio, Piano di Recupero del Centro.
In base a quanto affermato da Sindaco e vicesindaco nel consiglio comunale del 26 settembre il teleriscaldamento avrebbe dovuto essere regolarmente funzionante entro il 15 ottobre, tenendo conto anche di una proroga di 15 giorni ottenuta per l’ampliamento della rete, di fatto invece ancora non lo è.
In via di principio non siamo contrari alla realizzazione del teleriscaldamento, in quanto pensiamo che nell’attuale periodo storico ed economico-sociale in cui viviamo promuovere le energie rinnovabili sia un aspetto fortemente attuale e sicuramente positivo, ma ci rimangono varie perplessità, non ancora fugate, riguardanti alcuni aspetti tecnici ed economici del progetto che non ci sembrano chiari e per i quali abbiamo preso, assieme all’altro gruppo di minoranza “Polverara Cambia”, una posizione contraria all’approvazione di questo punto all’ordine del giorno in sede di consiglio comunale.
Il consigliere Sturaro, capogruppo di “Polverara Cambia”, ha chiesto se nelle nostre vicinanze è presente legno sufficiente a garantire la quantità necessaria di cippato nel periodo di maggior consumo (12 tonnellate al giorno) una volta che la rete sarà ampliata, evitando che tir provenienti da lontano invalidino i benefici ambientali. Il vicesindaco Bertipaglia ha risposto che sono stati piantati nel Piovese, con contributo regionale, 500 ettari di alberi a rapido accrescimento e tre vivaisti in zona producono 10 mila tonnellate l'anno di legno di scarto.
Noi poi abbiamo proposto la discussione dei seguenti punti:
- Quante sono le nuove utenze che hanno richiesto l’allacciamento al teleriscaldamento e per le quali si è stabilito l’ampliamento della rete? (domanda fatta anche da “Polverara Cambia”). Non ci è stata data nessuna risposta concreta e il sindaco Rampin ha detto che a breve sarà pronta una tabella con i dati.
- Le imprese costruttrici richiedenti l’allacciamento al servizio di teleriscaldamento hanno garantito un numero preciso di utenze? Bertipaglia non ha dato una risposta precisa ma ha riferito solo che, come per il Peep di viale Vivaldi, sarà stipulata una convenzione che preveda l’obbligatorietà all’allacciamento alla rete per gli abitanti dei nuovi edifici;
- Il concessionario vincitore della gara è rappresentato da un’ATI (associazione temporanea di imprese) composta da Sice srl e Verdenergia Esco. Alla richiesta di quali siano le garanzie per il comune di Polverara nel momento in cui si affida la gestione del servizio per 25 anni ad un’associazione temporanea di imprese, il vicesindaco ha risposto che quando delle aziende investono una cifra considerevole e molto impegnativa in un progetto sono chiaramente le prime a preoccuparsi del buon esito dello stesso;
- Qual è il beneficio di questo progetto per i cittadini e per il comune di Polverara che ha investito in esso centinaia di miliaia di euro e che, pur essendo proprietario esclusivo dell’impianto, non si farà pagare dal concessionario né l’affitto dell’impianto, né il diritto di superficie? Bertipaglia ha risposto che il beneficio è ambientale.
In sostanza, non mettendo in dubbio che possa davvero essere dal punto di vista ambientale un progetto valido e sostenibile in tutti i sensi, perché obbligare alcuni cittadini di Polverara ad allacciarsi a questo servizio? E perché obbligare la restante parte di paese a sostenere tale progetto, attraverso gli esborsi del comune, senza avere la possibilità di poterne usufruire direttamente? Crediamo che sarebbe stato più corretto limitare l’intervento economico comunale verso il teleriscaldamento e promuovere direttamente anche altre forme di energia rinnovabile, in modo da dare la possibilità ai cittadini che non potranno usufruire del teleriscaldamento di poter accedere autonomamente ad altre fonti alternative.

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