giovedì 7 marzo 2013

Centrale a biomasse in stand-by


Riporto alcuni articoli dai quotidiani locali di oggi.

Da "Il Mattino di Padova":
Polverara ferma la biomassa
Il Sindaco: "Condizioni cambiate, il teleriscaldamento verrà dal biogas"

Niente centrale a biomasse in via Vecchia, almeno per il momento. L’impianto di poco meno di un megawatt di potenza, progettato dalla Verdenergia, società controllata dal Comune di Polverara, e autorizzata un paio di mesi fa dalla Regione per ottenere calore dalle ramaglie e dal legname è stato messo in stand-by.
Ad annunciarlo è stata Sabrina Rampin, sindaco di Polverara, durante l’incontro con il consiglio comunale, i rappresentanti dei comitati e i tecnici della Polverara Biogas.
Dopo aver discusso i dettagli tecnici dell’impianto di biogas con gli esperti, il sindaco ha spiegato che per adesso il progetto della centrale a biomasse, prevista accanto al biodigestore, resterà in un cassetto. «L’idea di ricavare calore dagli scarti del verde» ricorda Sabrina Rampin «era stata concepita qualche anno fa quando dalle aziende florovivaistiche della zona era arrivata la richiesta di un impianto. In attesa dell’autorizzazione definitiva la situazione è cambiata e, a causa della crisi, la quantità di materia prima disponibile è sensibilmente diminuita. Per questo abbiamo chiesto alla società Verdenergia di sospendere l’iniziativa e di rivedere le dimensioni dell’impianto. Vogliamo ragionare sul progetto con più calma perché le condizioni sono cambiate». Quindi per adesso in via Vecchia verrà portato a termine l’impianto di biogas al quale il Comune ha intenzione di collegare la nuova rete di teleriscaldamento che inizialmente doveva allacciarsi all’impianto a biomasse. Una marcia indietro che non dispiacerà ai residenti di Polverara e Bovolenta preoccupati per l’impatto ambientale. «A noi interessa portare il calore verso il centro del paese» continua il sindaco «e il biodigestore risponde a questa esigenza. I tecnici della Polverara Biogas hanno illustrato ai consiglieri i dettagli tecnici del progetto, spiegando che i liquami, l’insilato di mais e il sorgo arriveranno da aziende agricole presenti nel raggio di una ventina di chilometri, disponibili a ritirare il biodigestato».
Dall’opposizione Marta Melina ribadisce che restano ancora aspetti da chiarire. (Nicola Stievano)



Da "Il Gazzettino":

1 commento:

  1. Sono particolarmente soddisfatto di un ripensamento dell'amministrazione sull'impianto a biomassa, ma ho molte perplessità sulle reali intenzioni. Non si comprende poi il fatto che si parli ancora di realizzare la rete di teleriscaldamento abbinata alla centrale biogas. L'argomento acqua calda disponibile e' solo un palliativo.
    Teniamo presente che altri vantaggi per la popolazione del ns. comune prodotti da un impianto biogas costruito da una società privata non si riesce proprio ad individuarli.

    RispondiElimina